Dom. Lug 21st, 2019

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E a Salerno l’hotel affibbia la tassa di soggiorno anche al residente

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Capita che un salernitano, che per nove mesi all’anno insegna al Nord, torni per le ferie nella sua città, dove ancora mantiene la propria residenza. Capita che il giovane professore voglia approfittare della lieta occasione di un evento matrimoniale per far conoscere le bellezze di Salerno alla fidanzata settentrionale e che pertanto decida di prenotare, a proprio nome, una camera in un hotel cittadino. Ovviamente, vista la romantica occasione, uno degnamente “stellato”. Talmente stellato da prendere un “abbaglio” e chiedere al professore salernitano di pagare anche lui l’imposta di soggiorno (ben 3 euro al giorno per i 4 e 5 stelle), introdotta (non senza polemiche) dal Comune di Salerno meno di un anno fa.
di Vera Arabino

Capita che un salernitano, che per nove mesi all’anno insegna al Nord, torni per le ferie nella sua città, dove ancora mantiene la propria residenza. Capita che il giovane professore voglia approfittare della lieta occasione di un evento matrimoniale per far conoscere le bellezze di Salerno alla fidanzata settentrionale e che pertanto decida di prenotare, a proprio nome, una camera in un hotel cittadino. Ovviamente, vista la romantica occasione, uno degnamente “stellato”. Talmente stellato da prendere un “abbaglio” e chiedere al professore salernitano di pagare anche lui l’imposta di soggiorno (ben 3 euro al giorno per i 4 e 5 stelle), introdotta (non senza polemiche) dal Comune di Salerno meno di un anno fa.
Vero è che nessuno è profeta in patria, ma non occorre fare il professore per trovare assurdo, a rigor di logica, che l’albergo pretenda di esigere il balzello da chi è salernitano anche sulla carta d’identità. Si dà il caso però che il “turista in casa” sia un tipo zelante per deformazione professionale per cui, anziché accondiscendere, per questione di principio si prende la briga di scaricare dal sito web comunale il “regolamento sull’imposta di soggiorno nella città di Salerno” e di sottoporlo al personale dell’albergo per evidenziare che la stessa si applica “a chi pernotta nelle strutture ricettive e non risulta iscritto all’anagrafe del Comune di Salerno”. Ergo non a lui. E invece no! L’obiezione che gli tocca ascoltare, per tutta risposta, lo lascia di stucco: “Però la tassa non la pagano solo quelli che vivono in centro”.
Un’assurdità da far cadere le braccia e che però sollecita l’istinto “rieducativo” del professore: seduta stante indirizza un’email al sindaco di Salerno per denunciare l’increscioso accaduto e, a onor del vero, la replica non si fa attendere. È l’assessore al turismo a scrivere tempestivamente al proprio concittadino: “Ho parlato di persona con la direzione dell’albergo che, effettuate le opportune verifiche, provvederà a contattarla al fine di rettificare la richiesta di pagamento della tassa, che ovviamente non è dovuta dai residenti nella città di Salerno, senza distinzione di quartiere e/o zona!”
Così accade, in effetti, con tante scuse al professore per l’insistito “abbaglio” da parte della direzione dell’hotel. Possibile che solo ora si siano resi conto della corretta applicazione dell’imposta di soggiorno? Fatto sta che da qualche giorno, alla reception dell’albergo, fa bella mostra di sé una copia del regolamento: meglio tardi che mai!

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