E a Siracusa il dramma antico riporta il Sud nel mondo

E a Siracusa il dramma antico riporta il Sud nel mondo
di Pasquale De Cristofaro
Vincenzo Pirrotta
Vincenzo Pirrotta

Il 49° ciclo di rappresentazioni classiche al teatro greco di Siracusa organizzato dall’Istituto del Dramma Antico, presentava quest’anno, nell’ordine: Edipo re e Antigone di Sofocle (tragedie), Le donne al parlamento di Aristofane (commedia). Le opere sono state affidate per la traduzione a tre importanti filologi quali, Guido Paduano (Edipo), Anna Beltrametti (Antigone) e Andrea Capra (Le donne al parlamento); i registi, invece, sempre nell’ordine sono stati, Daniele Salvo, Cristina Pezzoli e Vincenzo Pirrotta. Nei vari cast figurano nomi importanti del teatro italiano quali: Isa Danieli, Anna Bonaiuto, Ugo Pagliai, Mauro Avogadro, Maurizio Donadoni, Laura Marinoni. Scene uniche per tutte e tre le tragedie firmate da Maurizio Balò e musiche di Bollani, Mauceri e Podda. Al ciclo delle rappresentazioni faceva da cornice il convegno internazionale del dramma antico che quest’anno verteva sul tema “Edipo nella modernità”.

Detto questo, passo ad una veloce analisi delle tre messe in scena. Edipo re di Daniele Salvo ha avuto un forte impatto spettacolare sul pubblico con scene di massa ben coordinate ed efficaci. L’Antigone della Pezzoli è stato lo spettacolo che ha puntato meno sulla spettacolarità tentando di rappresentare un’eroina più anti-retorica e moderna con echi finali che richiamavano esplicitamente la versione di Brecht. La commedia, invece, è stata affrontata da Vincenzo Pirrotta con bulimica visionarietà che ha dato allo spettacolo brio, colore e tanto, tanto divertimento con gli attori molto coinvolti. C’è stata, secondo me, una qualche caduta nella parabasi, un po’ troppo ovvia e scontata. Dicendo questo, non bisogna tuttavia dimenticare che quello di Aristofane era un teatro politico, tendenzioso e satirico. Si giustificano così le felici e ricorrenti citazioni al mondo politico contemporaneo che Pirrotta ha gestito con mano sapiente. Tutto bene, allora. Si e no. Tali rappresentazioni sono molto importanti per tutti coloro che amano la cultura classica. La cornice stupenda del teatro antico di Siracusa fa il resto. Il pubblico che assiste non è mai inferiore alle due-tremila unità. E per un pubblico così numeroso e trasversale, le messe in scena sono caratterizzate più da elementi spettacolari che da reali e veri approfondimenti. Va aggiunto, che esse sono anche un ottimo volano di turismo internazionale. Dal 11 maggio al 23 giugno tutte le sere lo straordinario teatro antico di Siracusa si riempie di spettatori. Il pubblico può assistere, infatti, tutti i giorni alle tragedie che si alternano per ben trentotto volte e, sei della commedia (questa, infatti, va in scena solo i lunedì del periodo compreso tra l’11 e il 23 giugno). Arriva in questa piccola ma stupenda città gente da tutte le parti del Mondo. E costatare che qualcosa funzioni e dia ottimi frutti in questo nostro martoriato Sud, riempie il cuore di gioia.

redazioneIconfronti

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