«È Caldoro il maggiore responsabile della paralisi economica»

Luigi Ciancio (Feneal Uil)
Luigi Ciancio (Feneal Uil)

“La manifestazione di sabato mattina a Salerno è stato un primo passo verso una presa di coscienza della categoria e verso un’azione sempre più forte contro questo potere ormai assente, che è il vero cancro italiano, soprattutto nel Mezzogiorno”. Luigi Ciancio, segretario regionale della Feneal Uil, illustra così l’iniziativa con la quale gli edili hanno chiesto, a gran voce, la riapertura dei cantieri campani, un’iniziativa senza la quale non vi sarà la ripresa dell’economia. Al di là del futuro, che si tenterà di ricostruire dal basso con una forte azione di stimolo verso gli enti pubblici e il potere centrale, una certezza sulla principale causa dell’attuale sfascio economico esiste ed è attribuibile alla Regione guidata da Stefano Caldoro.
Ciancio, ma perché il problema è essenzialmente regionale?
Partiamo da un dato: la Campania è la regione dove si pagano più tasse e i servizi sono assolutamente i più carenti d’Italia. In alcuni casi essi sono addirittura inesistenti. Contro una tassazione media, al Sud, del 47%, in Campania siamo ormai arrivati al 49,9%. Tassazione iniqua e crudele, alla quale corrisponde un’erogazione di servizi essenziali da terzo mondo.
La burocrazia, la litigiosità politica e gli interessi lobbistici c’erano già prima dell’avvento del governatore Caldoro …
Guardi, Caldoro ha ereditato una situazione difficile, ma a differenza di altri presidenti, che hanno commesso gravi errori, è il simbolo dell’immobilismo, della stasi, della paralisi elevata a sistema. È un presidente che semplicemente non fa niente, svolge di professione il compito di andare in giro ad assumere impegni, ma poi di fatto non esercita alcun ruolo, non dà inizio a nessuna attività, non si occupa di settori o progetti, non risolve cioè un solo problema. Insomma, la Regione da quando c’è lui a Santa Lucia è come se concretamente non esistesse.
Questa dell’immobilismo-inefficienza è un’accusa molto grave, il peggio che possa essere detto a un politico in carriera.
Le faccio un esempio, avevamo proposto a Caldoro una legge a costo zero, relativa al Durc, il documento unico di regolarità contributiva da rendere meno burocratico, prevedendo cioè la sua redazione online. Si sarebbe dato un colpo alla forma, si sarebbero semplificate le procedure con conseguente speditezza per le pratiche, si sarebbe evitata l’illegalità dal momento che molte aziende producono falsi Durc (e lo sanno tutti), ma soprattutto le casse pubbliche avrebbe incassato molti più soldi. Naturalmente, Caldoro si disse d’accordo ed espresse addirittura il suo plauso. Insomma, le solite parole nelle quali ritiene di poter riassumere la sua attività politica. Poi, più nulla. Ma il gioco di questo presidente ormai è scoperto. Lo sanno tutti che il suo vero ruolo è quello di non svolgere alcuna azione, ma al contrario di bloccare ogni cosa.
Non salva nulla di questa gestione?
Forse non sono stato chiaro. Allora le faccio un altro esempio sul “genio” di Stefano Caldoro. È tutto pronto per dare inizio ai lavori di allargamento di 5 chilometri della superstrada Salerno-Avellino. Ebbene, i lavori non iniziano perché non si sottoscrive l’APQ rafforzato (Accordo Programma Quadro) tra gli enti interessati: Ministero, Regione e Anas. La legge prevede che l’onere di attivare l’Accordo spetti alla Regione, all’assessore al ramo o, appunto, al presidente. Ebbene, si è fermato tutto perché Caldoro, dopo aver dato come sempre ampie assicurazioni, non fa nulla e nemmeno delega il suo assessore.
Le viene in mente una sola cosa fatta dalla gestione Caldoro?
Sì, la Giunta Caldoro ha trovato il tempo per indire una riunione tra Fiat e Fiom per i 18 operai da riavviare al lavoro. Premetto che non ho nulla contro i diritti dei lavoratori in questione, ma evidentemente lì c’è un riscontro mediatico alto, altrimenti non mi spiego perché di fronte alla possibilità di attivare centinaia di posti di lavoro, come noi gli proponiamo ormai da qualche anno, questo presidente non risponde, come se la cosa a lui non interessasse minimamente.
Il governatore Caldoro tira quotidianamente in ballo, anche a discolpa della ricorrente accusa di immobilismo, lo sfascio che ha ereditato dalle precedenti gestioni.
È il suo spot (ma, per la verità, anche di altri amministratori e politici del Centrodestra) da quando ha messo piede a Santa Lucia, ma a questa favola non crede più nessuno. Con Caldoro la Regione, che in passato ha operato spesso anche malissimo, sta andando verso il nulla, l’assoluta ininfluenza. Io mi chiedo perché Stefano Caldoro si sia candidato. Forse aveva altre mire e individuò nella Regione il trampolino di lancio. Ma qui la gente non ha più l’anello al naso. Si sono persi nel nulla un miliardo e 300 milioni di Fondi Por per progetti non presentati negli anni scorsi e che potevano essere recuperati almeno in parte dalla sua gestione, per i fondi 2007-2013 siamo andati alla ribalta europea per incapacità di progettazione e di spesa per cui l’Europa di fatto ha quasi commissariato la Campania anche con riferimento agli stessi obiettivi strategici.
Lei quindi è proprio convinto che il problema sia Caldoro?
Prenda la Stazione marittima di Salerno. Il cantiere è chiuso per difficoltà finanziarie del Comune, ma i soldi ci sono e la Regione non fa niente per sbloccare i fondi. Ovviamente, Caldoro anche in questo caso aveva assicurato il suo impegno senza poi svolgere alcuna attività.
E per la manifestazione di Salerno, il governatore si è fatto vivo?
Come al solito ha mandato un telegramma a noi organizzatori, ma è già tanto se si considera che questo presidente della Regione è il maggiore responsabile della perdita di 30mila posti di lavoro nella sola edilizia.

A. M

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