E così riemerge la storia di Vallo

E così riemerge la storia di Vallo
di Michele Santangelo
Lo storico Luigi Rossi
Lo storico Luigi Rossi

Serata di grande impatto culturale a Vallo della Lucania nella sala consiliare del comune, letteralmente gremita di pubblico, per la presentazione di un libro e, con esso, di una iniziativa editoriale assolutamente originale nell’impostazione e nel significato. Il libro presentato è: NOTIZIE STORICHE INTORNO ALLA BARONIA DI NOVI VELIA E DELLA CITTÀ DI VALLO DELLA LUCANA – pel Canonico Arcip. D. Giovanni Maiese Delegato della Curia Vescovile di Vallo – 1911, vol. II. È un agile volume di oltre 200 pagine nel quale il Prof. Luigi Rossi, ordinario di Storia Contemporanea nella facoltà di Scienze Politiche dell’ateneo salernitano e già preside della stessa facoltà, pubblica uno dei tanti quaderni manoscritti del Canonico Maiese; di questi, ben nove furono depositati alla sua morte nell’Archivio del Capitolo Cattedrale di Vallo. L’attuale pubblicazione, la seconda dedicata dal Prof. Rossi agli scritti del sacerdote, dopo quella del 1982, titolata G.MAIESE, Vallo Lucano e suoi dintorni, Casalvelino, 1983. Il quaderno pubblicato nel volume curato dal prof. Rossi è la terza stesura di quello dedicato alla storia di Vallo, la più completa tra le tre. Il che la dice lunga sull’impegno di ricerca profuso da Maiese per raccogliere quanto più materiale fosse possibile su Vallo, per poterne tramandare una storia completa. Merito che gli venne pubblicamente riconosciuto, purtroppo solo dopo la sua morte, come racconta Rossi nell’introduzione, nell’elogio funebre pronunciato in occasione dei suoi funerali, nel quale l’oratore definiva la sua attività di ricerca “preziosa opera storica”, meritevole di “essere data al più presto alla luce: La Storia dello Stato di Novi”, “una ricerca continua”, si può dire durata una vita e su larga scala, per numero di archivi pubblici e privati consultati e per biblioteche frequentate, come risulta dal lavoro filologico condotto sui suoi scritti dal prof. Rossi ed anche dalle testimonianze dei suoi contemporanei. Di queste si può ricordare quella di un altro sacerdote, anch’egli col pallino della storia locale, don Pietro Barbato, parroco di Gorga – così infatti questi era solito firmare i suoi scritti, anche questi tutti inediti. Il Barbato definisce Maiese “storico eminente della nostra regione”. A parlare del libro e dell’importanza della pubblicazione erano stati chiamati il Prof: Luigi La Bruna, notissimo accademico di Vallo, che ha svolto una relazione molto dettagliata sul libro, sull’importanza per Vallo e per tutto il circondario, nonché sulla preziosa e meritoria opera redazionale del Prof. Rossi. Con lui altri due importanti relatori: il Prof. Armido Rubino, Professore Emerito di pediatria generale e specailistica dell’Università di Napoli e il Prof. Antonio La Gloria già docente di materie letterarie nelle scuole superiori ed ex deputato della Repubblica, anch’essi di Vallo. Due semplici annotazioni a margine, l’una contenuta nel volume di cui qui si parla da cui apprendiamo che l’auspicio di chi pronunciò l’elogio funebre del Maiese, è rimasto inascoltato da quando esso venne pronunciato, il 1929, e fino al 1983, anno della pubblicazione del primo lavoro del prof. Rossi dedicato ad un’altra opera del Maiese già citata, pubblicazione avvenuta “per interessamento della Comunità Montana “Gelbison e Cervati”e non di un ente ecclesiastico”. L’altra di chi scrive: l’altra sera a presenziare all’iniziativa, in una sala gremita, solamente due sacerdoti e un vescovo emerito della diocesi Vallo. Attualità del “nemo propheta…?” Non si può omettere un breve cenno – tale solo per motivi redazionali, merita infatti autonoma e approfondita considerazione – al progetto editoriale che sottende a questa pubblicazione e a quella su Don Rocco De Leo, realizzata lo scorso anno a dieci anni dalla sua scomparsa e alle altre che seguiranno.

Un momento della presentazione del libro
Un momento della presentazione del libro

L’iniziativa fortemente voluta dal Prof. Rossi, sacerdote anch’egli, appoggiata e fatta propria editorialmente e tipograficamente dal Prof. Amedeo La Greca, direttore del Centro di Promozione Culturale del Cilento e della relativa casa editrice, prevede la pubblicazione di un certo numero di opere, raccolte nella collana appositamente ideata: “Storie e Memorie”. Con essa si vuole realizzare quella che il Prof. Rossi usa chiamare, molto significativamente, “una storia dal basso”, con particolare riguardo alla diocesi di Vallo, nella quale tra la seconda metà del 1800 e la fine della prima metà del 1900, tutta una serie di sacerdoti hanno lasciato ampia impronta di sé in vari comparti della vita religiosa, culturale, sociale, del welfare, spesso lasciandosi coinvolgere dagli orientamenti culturali, più spesso dai bisogni di popolazioni che, specialmente a cominciare dall’unità d’Italia e fino al secondo dopoguerra la società civile da sola non riusciva a soddisfare. Si possono così fare dei nomi nel Cilento, ma vale anche per altre zone d’Italia, come Maiese, Venturiello, Zennaro, per la custodia della memoria; lettori della tradizione orale, come Barbato; elaboratori di una storia sociale, come Cammarano; animatori dell’intervento nella promozione sociale, come Don Luca Petraglia, Passarelli, Guglielmotti ecc.; non sono mancati i parroci nel senso classico e più pieno del termine, come Farina, Giannella, Gregorio ed altri. Doveroso omaggio alla memoria, l’iniziativa? Anche questo, assolutamente meritato e non guasterebbe se provenisse anche da parte delle strutture civili. Ma la riconsiderazione, in modo organico e con sistematicità, dell’opera e dell’insegnamento di tanti preti attraverso la loro storia, può forse indicare il cammino da fare ad una chiesa, che a fronte di un suo passato, neppure molto remoto, nel quale essa è stata “plasmatrice di classe dirigente nella zona” (il Cilento – ndr) rivela le chiusure di una pastorale meramente declamatoria, che non aiuta gli abitanti ad incontrarsi e comunicare per capire il loro quotidiano, troppo spesso vissuto con distrazione e perciò alienante”. (pag. 10 del volume).

 

 

redazioneIconfronti

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