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È Cristo la via da imboccare

È Cristo la via da imboccare
di Michele Santangelo

Gesu-e-Apostoli_4Si rischia di “far piovere sul bagnato”, come si suol dire, se, parlando della società nella quale viviamo, diciamo ancora una volta che si tratta di una società liquida, debole, caratterizzata dal cosiddetto pensiero debole; una società dal respiro corto, dagli orizzonti limitati; tutte idee che sembrano sposarsi molto bene con il modo di vivere e di essere di tante persone con le quali si viene a contatto nella vita quotidiana; una vita spesso segnata da disorientamento, da insicurezze, da  senso di sfiducia, di solitudine di fronte ai tanti problemi e difficoltà dell’esistenza. Eppure, in qualche angolo nascosto dell’animo di tutti, anche di quelli che vivono in pieno il disagio del “male di vivere”, alberga ancora la sete della pienezza di vita e di felicità autentica a cui sembra molto difficile, se non impossibile, dare risposta, perché non si sa dove trovarla. Situazione, questa,  molto ben sintetizzata da Franz  Kafka: “Conosciamo la meta, ma ignoriamo la via”.

Per molti, purtroppo, le uniche vie di uscita sembrano o la depressione che ingessa nella propria disperazione quelli che non riescono più a dare senso alla propria esistenza, o una specie di iperattivismo che non lascia spazio ad alcuna domanda, con il rischio di far diventare la coscienza del proprio essere una forma di ectoplasma rispetto alla vita che si vive.

Ebbene, la Chiesa, a distanza di duemila anni, forte della sua esperienza e della certezza di poter dare una risposta, continua anche oggi, nonostante tutto, a rivolgere ai suoi fedeli ed anche a tutti gli altri che, pur non essendo battezzati, si pongono in atteggiamento di ricerca, l’incoraggiamento di Gesù: “Non sia turbato il vostro cuore, abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me”. E per sgombrare il campo da ogni altro interrogativo, come già fece con Tommaso, ripete a tutti: “Io sono la via, la verità e la Vita”. Cristo è la Via che permette a noi, nel cammino verso il Padre, di superare ogni forma di ostacolo, perché è Lui che avanza in noi. E se la nostra ricerca è finalizzata alla conquista della verità, sappiamo che Lui è la verità che fonda in noi la libertà dai condizionamenti del mondo, né ci sono zavorre di sorta che ci impediscono di librarci in alto. E se il desiderio di una vita piena e duratura ci brucia dentro, Lui stesso è vita che incessantemente si dona ed è una vita non legata al tempo e ad un luogo, ma è proiettata fin da subito nell’eternità di Dio.

È una prospettiva questa che, anche se antica di secoli e secoli nella sua proposizione, conserva ancora, con la sua aura di novità del messaggio, anche la piena validità pratica. Non si tratta di aderire ad un particolare movimento religioso o calarsi esclusivamente nella pratica di regole ascetiche o di preghiera,  tanto meno viene additata una ricerca di verità nascoste nei ragionamenti astrusi e a volte fumosi dei filosofi, in cui i poveri, gli umili si sentono terribilmente a disagio, intimiditi e incompresi. Il Dio dei filosofi è puro pensiero, mentre quello della Bibbia è identificato in una persona, perché il disegno salvifico di Dio, secondo l’evangelista Giovanni, si è svelato non solo attraverso le parole di Gesù, ma ancor più attraverso la sua persona e la storia che ha vissuto e come tale è raggiungibile da tutti: ricchi e poveri, vecchi e giovani. Non costituiscono ostacolo all’incontro il colore della pelle, l’erudizione o l’ignoranza, la forza o la debolezza, la salute o la malattia. “Chi ha visto me, ha visto il Padre”, dice Gesù a Filippo, che forse aveva in testa un’immagine grandiosa, solenne di Dio, mentre chiedeva: “Signore, mostraci il Padre e ci basta”.

Ebbene, nel vangelo abbiamo conosciuto un Gesù che accorda ai piccoli la sua preferenza, mostra ai sofferenti la sua compassione, concede largamente il perdono ai peccatori, frequenta gli esclusi, ha spiccata simpatia per gli ultimi, manifesta misericordia verso ogni miseria umana, piange per la morte di un amico, gradisce i piccoli gesti di delicatezza, ricordiamoci che così Egli ci mostra il volto del Padre. Ed è così che anche noi possiamo essere segni della sua presenza.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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