È in gioco il governo del paese

È in gioco il governo del paese
di Angelo Giubileo *
Angelo Giubileo
Angelo Giubileo

Pochi giorni fa, i media italiani hanno dato ampio risalto a una dichiarazione del Commissario Ue agli Affari economici, il francese Pierre Moscovici, “a sostegno di Renzi” e contro una minaccia “populista”, presente anche in Italia, che potrebbe far vincere il NO al voto referendario del prossimo 4 dicembre. Per così dire, ci aveva già provato quasi un mese fa l’ambasciatore statunitense, John Phillips, a sostenere il Si al referendum, dichiarando che il NO “sarebbe un passo indietro per gli investimenti stranieri in Italia“. E, a questa dichiarazione, i media italiani hanno dato ancora più ampio risalto.

Viceversa, poco risalto ha avuto la dichiarazione di due giorni fa di un personaggio politico, che senz’altro svolge un ruolo ben più importante e decisivo al confronto con entrambi quelli citati, che è il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker. A Parigi, per il ventennale della dell’istituto Jacques Delors, egli ha constatato e quindi affermato che l’Unione europea va assolutamente rilanciata, senza aspettare le elezioni olandesi, francesi e tedesche del 2017; e, soprattutto, ha aggiunto che “bisogna smetterla di  parlare degli Stati Uniti d’Europa, la gente non li vuole”. Presenti all’incontro, tra gli altri, Hollande, Mogherini, Valls e l’ex premier Enrico Letta. Juncker ha anche sottolineato che, per consolidare e rilanciare il progetto dell’Unione europea, occorre ora cambiare strategia onde evitare reazioni in senso opposto dagli Stati.

Tra il SI e il NO al referendum, l’Europa e il mondo c’entrano quindi relativamente. Ciò che davvero conta è il futuro del governo del paese, di come cioè governare il paese; che occorre affidare a mani capaci, sia pure di attrarre nuovi investimenti stranieri. E in ogni caso, per fare questo, serve piuttosto un paese unito e guidato da persone responsabili che, una volta si diceva, abbiano il senso dello Stato

* vicedirettore Pensalibero.it

In primo piano, il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker

redazioneIconfronti

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