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È la sub-cultura di potere che genera femminicidi

È la sub-cultura di potere che genera femminicidi
di Gennaro Avallone

Dopo la violenza sessuale di gruppo e l’uccisione di una ragazza di 16 anni se proprio si deve parlare, che si parli di chi è stata uccisa e, insieme, della violenza maschile, dei rapporti patriarcali ancora in vigore, della degradazione femminile ancora diffusissima e basta. Altre considerazioni sono solo strumentali, senza dignità e senza rispetto (e senza pietà) per chi è stata uccisa.

Gennaro Avallone

Gennaro Avallone

Non ci sono altre parole e temi da approfondire per il femminicidio di Roma. Ormai è chiaro che il problema è diventato serio e sminuirlo ogni volta che accade un fatto di cronaca, in realtà quasi tutti i giorni secondo le statistiche disponibili, parlando di altro fa parte del problema stesso. La violenza contro le donne, gli stupri, individuali e di gruppo, le molestie sono espressioni di un rapporto di dominazione che molti maschi pensano ancora legittimo agire. Troppi sono i maschi che sono convinti che prevaricare, imporsi con la forza, affermare il proprio primato verso una donna sia un loro diritto, se non un loro dovere.

Se vogliamo davvero che le morti continue di donne ad opera di maschi finiscano è questo il tema che dobbiamo aggredire, quello della volontà di dominio dei maschi, cioè la necessità che in tanti sentono di controllare le donne, sottometterle, in modo da affermare e ribadire la propria supremazia.

Fin quando non affronteremo questa cultura di potere, nelle scuole, nei luoghi e rapporti di lavoro, negli spazi pubblici, nelle famiglie e, quindi, anche nei processi educativi e politici è chiaro che le violenze, anche efferate, continueranno. Se non si aggrediscono le origini della violenza maschile e patriarcale allora le violenze continueranno. E fin quando dopo ogni violenza e femminicidio si parlerà di altro allora si porranno le condizioni affinché, a breve, una nuova violenza si determini. Ciò che possiamo fare ogni volta è ribadire che va affrontato il tema della volontà di supremazia maschile, non farlo o, addirittura, parlare di altro, non fa nient’altro che allontanare l’inizio del processo di liberazione collettiva dalla violenza contro le donne.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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