Dom. Lug 21st, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

È morto Nicolini, creò l’Estate Romana e fu assessore a Napoli

3 min read
"È morto Renato Nicolini. È stato un grande assessore alla Cultura. Dopo il buio degli anni 80, con lui Roma tornò a vivere”. La notizia è stata diffusa da un tweet di Stefano Di Traglia, portavoce di Pier Luigi Bersani. '”La morte di Renato Nicolini ci rattrista e ci addolora. Con Nicolini scompare uno dei principali artefici della politica culturale romana e italiana'” dichiara in una nota il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti. “Un intellettuale ricco di idee e di progetti innovativi - prosegue Zingaretti - che ha sempre favorito e sostenuto un’idea di cultura popolare vicina alla gente, rivoluzionando la nostra città con quell'idea straordinaria che è stata ed è tuttora l'Estate Romana. Ai suoi familiari vanno tutta la vicinanza e la solidarietà della Provincia di Roma''.
Foto: lettera43.it

“È morto Renato Nicolini. È stato un grande assessore alla Cultura. Dopo il buio degli anni 80, con lui Roma tornò a vivere”. La notizia è stata diffusa da un tweet di Stefano Di Traglia, portavoce di Pier Luigi Bersani.
‘”La morte di Renato Nicolini ci rattrista e ci addolora. Con Nicolini scompare uno dei principali artefici della politica culturale romana e italiana’” dichiara in una nota il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti. “Un intellettuale ricco di idee e di progetti innovativi – prosegue Zingaretti – che ha sempre favorito e sostenuto un’idea di cultura popolare vicina alla gente, rivoluzionando la nostra città con quell’idea straordinaria che è stata ed è tuttora l’Estate Romana. Ai suoi familiari vanno tutta la vicinanza e la solidarietà della Provincia di Roma”.
 La morte di Renato Nicolini “è un grande dolore anche personale” ha osservato all’Adnkronos Silvio Di Francia, assessore alla Cultura del Comune di Roma nella giunta di Walter Veltroni. “Io ero convinto che l’Estate romana ideata da lui – prosegue Di Francia – non era solo un divertimento occasionale ma un vero progetto culturale, tanto che con Renato organizzammo insieme i trent’anni dell’Estate romana diventata uno dei marchi di identità della cultura romana”. “Ultimamente – prosegue – l’ho sentito ed era abbastanza dispiaciuto di questo momento un po’ grigio dell’estate romana ridotta a gazebo senza contenuti”.
“Sono davvero affranto. Renato fa parte dei ricordi di gran parte della mia vita. Ci siamo conosciuti quando eravamo molto giovani e abbiamo continuato a frequentarci sempre” è il ricordo di Gianni Borgna, assessore alla Cultura del comune di Roma nella giunta Rutelli. “I ricordi – continua Borgna – sono infiniti. Quando sono diventato assessore sentii tutto il peso del grande lavoro che lui aveva fatto come assessore negli anni delle giunte Petroselli e Argan. Anche allora ci siamo molte volte sentiti e discusso”.
Fu Borgna a nominare Nicolini presidente dell’azienda Palaexpo: “Fu lui il primo presidente fino al 2001″, chiarisce Borgna che aggiunge: “Ultimamente lo avevo incontrato spesso, mi aveva parlato anche della sua malattia e mi aveva detto: “Vedrai che me la cavo”. Era allegro e speravo che veramente avrebbe superato positivamente questo momento difficile. Invece, purtroppo così non è stato”.
La camera ardente, come richiesto dai suoi familiari, sarà allestita lunedì a Roma nella Sala della Protomoteca del Campidoglio a partire dalle 9.
Nicolini era stato dal 1994 al 1997 anche assessore alla cultura della giunta Bassolino al comune di Napoli. Una delle sue ultime fatiche letterarie è stato un instant book su Napoli, come ricorda Carlo Di Stanislao in un articolo apparso su “L’impronta – L’Aquila”. Il libro, intitolato “Per amare Napoli” (Clean edizioni) parla del suo amore per Napoli e dei dolori per la condizione sociale e culturale della Napoli di oggi. Un volume, diviso in 21 capitoli, in cui Nicolini dava utili consigli alla cultura partenopea e al nuovo sindaco De Magistris. Tra le proposte di Nicolini c’era l’idea di rinunciare alla Coppa America a Bagnoli e di restituire la direzione artistica del teatro Trianon-Viviani a Nino D’Angelo. “Napoli – scriveva Nicolini – è una miniera di energie”. E il riferimento era alle radicate tradizioni ed alla più alta concentrazione di giovani del mondo occidentale. “Il tesoro di Napoli – scriveva – è quello di essere una città stratificata nel tempo che mescola sapientemente Pulcinella con la pizza, Domenico Vaccaro con Caravaggio, il Sannazzaro col Boccaccio, la sfogliatella al presepe, la Piedigrotta con le moderne installazioni del Madre e del Pan”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *