Dom. Lug 21st, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

È sempre questione di marketing: turisti non si nasce, si diventa

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L'animatore è un mestiere ibrido, non è un clown e tanto meno un seduttore professionista. Anche se a pelo d'anima...l'animatore ambisce ad essere l'uno e l'altro assieme e quando accade scatta la promozione a sindaco del villaggio, in gergo aziendale capo-villaggio.Tra i fruitori delle vacanze esiste chi ne subisce il ruolo e la frenesia che ne consegue e chi, di contro, sceglie i villaggi come meta turistica per affidarsi in toto alle cure degli animatori. La pigrizia è un lusso e, quando capita, tira colpi bassi!
di Elvira Morena

[divide]L’animatore è un mestiere ibrido, non è un clown e tanto meno un seduttore professionista.
Anche se a pelo d’anima…l’animatore ambisce ad essere l’uno e l’altro assieme e quando accade scatta la promozione a sindaco del villaggio, in gergo aziendale capo-villaggio.Tra i fruitori delle vacanze esiste chi ne subisce il ruolo e la frenesia che ne consegue e chi, di contro, sceglie i villaggi come meta turistica per affidarsi in toto alle cure degli animatori. La pigrizia è un lusso e, quando capita, tira colpi bassi!
Maria, compagna di viaggio di Ines, li ha sempre guardati con sospetto, ritenendoli aggressori, “stupratori” della pace, annientatori dei pensieri e della ricerca affannosa del relax mentale.
Nella Sardegna isolana, ma ancora più isolata, perché oltre l’isola c’è un’altra isola, molto più minuta, chiamata Santo Stefano, proprio lei, Maria, fu oggetto di attenzioni da parte di uno “stupratore-animatore”, che elargiva sorrisi e canzoni, baci e abbracci. Il tutto senza sosta, di notte come di giorno sotto i colpi del sole impietoso d’agosto. Aveva dentatura da squalo e rughe profonde a forza di ridere e di essere ottimista. Alle donne piaceva molto, agli uomini uguale. Tant’è che lo guardavano con ammirazione e lo seguivano nei giochi al bar, sulla spiaggia, tra le onde del mare e i tavoli dei ristoranti vari, nella privacy delle lenzuola…
In principio la chiamava “principessa”, per via dell’insofferenza che seguiva agli inviti incessanti al divertimento ostentato e senza ragione, poi, passò a definirla “strega”, violando le regole del marketing. Tutto nella norma. I ruoli, a volte, si mischiano e ne deriva una roba imprecisa, dal dubbio sapore.
Il villaggio turistico non ammette defaillances e, necessariamente, tutti gli ospiti DEVONO essere felici e contenti. Nessuno escluso.
L’animatore, allora, studiò una strategia diversa, deviò di poco il bersaglio: iniziò a proporsi a Ines, la compagna di viaggio che condivideva con Maria la camera vista mare sull’isola minuta. Di mattina serviva loro il caffè, recitando versi sardi al formaggio di capra…Ingoiavano in silenzio. Ines mangiava con maggiore voracità. Alla ginnastica mandibolare seguiva quella del corpo in dancing già affaticato dalle gare di nuoto, di surf, di vela, di canottaggio… per poi ritornare alle stesse attività appena il giorno dopo e l’altro ancora. L’isola minuta guardava con invidia l’isola grande e sull’isola c’erano quell’unico villaggio e quell’unica umanità inerte, arresa al potere degli animatori-stupratori. Dopo la prima settimana di resistenza attiva, chiusi dietro alle barricate delle sdraio regimental, dei cappelli dalle larghe falde e del doppio strato di filtro solare, la seconda registrò un cedimento emotivo. L’afa incalzava, il cibo appesantiva, la ginnastica sfiancava, la salsedine disidratava e l’isola allontanava ogni capacità di scelta. Erano uomini e donne reclusi nella prigione a pagamento e rimaneva un’unica possibilità: essere felici.
Ines scelse lo sport facile, cedendo alle lusinghe dell’animatore non più stupratore. Di sera lo cercava come il cane cerca il padrone e di mattina incontrarlo era il primo pensiero che precedeva il doping della colazione a base di serotonina. La passione si consumò nei giorni prestabiliti dal pacchetto vacanza. E se partire è, in genere, un po’ morire, ritornare è ancora peggio!
L’ultimo giorno di permanenza la direzione consegnò agli ospiti del villaggio fogli e buste bianchi. Fu l’animatore ex stupratore in persona a porgerle a Ines e Maria, esibendo il luccichio della dentiera da squalo. Bisognava esprimere il gradimento verso questo e quello, i budini a colazione, le cernie della cena, la qualità dei servizi, il comfort del materasso, la durata dei sogni….l’abilità degli animatori e quanto fossero coinvolgenti e perfetti nel trasferire la voglia di essere vivi, presenti e dinamici in quel luogo preciso, immobile tra le onde concentriche del mare. Giudicare l’isola finta a poche miglia dall’isola vera sembrava uno scherzo e non lo era. Le amiche turiste furono concordi nei complimenti. Ines…più di Maria. Avrebbe scritto un poema nella casella “animazione”!
L’animatore mostrò soddisfazione. Afferrò i giudizi su carta stampata, li ripose in busta, marchiò a fuoco con un bacio le loro guance bronzee e fuggì come un clown che ha esaurito i giochi. Ritornarono a casa. L’isola divenne sfumata, un luogo lontano. Faceva capolino appena nei ricordi di Maria. A conti fatti, era come se non ci fosse mai stata. Per Ines, invece…. un chiodo fisso.
Ci fantasticava intorno, come fosse la risacca del mare, e voleva ritornarci l’anno dopo, anche il mese che seguiva e sarebbe già stato autunno. Iniziò, così, a telefonare all’animatore e il telefono parlava una lingua straniera. Passò alle missive e non ebbe mai risposta. Dopo un mese di attesa, tra le foglie morte, capì che la sua storia d’amore era inclusa nel prezzo.
Come credere diversamente?
Lo specificava il contratto: ALL INCLUSIVE.
Ed è sempre una questione di marketing, il feeling viene dopo.

5 thoughts on “È sempre questione di marketing: turisti non si nasce, si diventa

  1. Una storia vera, estiva, in cui molte donne si possono rispecchiare.
    Un racconto scritto con ironia, garbo e spruzzato da un pizzico di malinconia.

  2. Coinvolgente. Inizi a leggere e ti prende fino al punto di accellerare x giungere al finale. Scrittura dai tratti leggeri e delicati: si evince la mano femminile.

  3. …non è un semplicemente racconto…è il video di una vacanza …. ed ogni volta che lo rivedi, da solo o con gli amici, ti provoca una tenera emozione….

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