Gio. Giu 20th, 2019

I Confronti

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È stato il marito ad accoltellare la moglie nel Vesuviano

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Non si è trattato di una rapina: sarebbe stato omicidio a sfondo passionale

Villa Betania

Villa Betania

La Polizia ha arrestato Pasquale Iamone di 38 anni, marito di Antonietta Paparo deceduta a seguito della ferite riportate la scorsa notte. Non si è trattato, pertanto, di una rapina terminata tragicamente come inizialmente l’uomo aveva voluto far credere ma di omicidio probabilmente a sfondo passionale. Iamone quindi, dopo un lungo interrogatorio da parte dei poliziotti della Squadra Mobile di Napoli, ha confessato di essere stato l’omicida. Secondo gli investigatori, che lo hanno interrogato per tutta la notte, Pasquale Iamone avrebbe ucciso la moglie per motivi passionali, anche se non si escludono altre piste.
La trentaseienne, originaria di Cercola, è morta accoltellata. In un primo momento, il marito aveva detto che era accaduto nel corso di un tentativo di rapina mentre si erano appartati in un luogo isolato.
Iamone l’avrebbe soccorsa, e ancora sotto choc, avrebbe trovato la forza di mettersi alla guida e di portare la moglie alla clinica Villa Betania di Ponticelli, nel tentativo disperato di salvarla. Per la donna, però, non c’è stato nulla da fare: sarebbe morta per le ferite da arma da taglio prima di giungere all’ospedale.
Il marito della donna ha raccontato poco dopo alle forze dell’ordine quanto accaduto. La ricostruzione è resa difficile dalle tante interruzioni, dalle lacrime e dall’evidente stato di choc dell’uomo. L’uomo non aveva alcuna ferita.
La coppia, che vive a Cercola, pare si fosse appartata in località Monte Capriccio tra San Giorgio a Cremano e San Sebastiano al Vesuvio. Nel buio non si è accorta dei rapinatori che si avvicinavano all’auto e, armati, puntavano le armi contro i due chiedendo denaro e gioielli. Il marito di Antonetta Paparo si sarebbe ribellato alla rapina, causando la reazione di uno dei banditi che era armato di coltello e che, anziché colpire lui, si è accanito contro la donna che gli era più vicina. Poi la fuga dei banditi e la disperata corsa all’ospedale nel tentativo di salvare la donna.
Sempre secondo quanto da lui raccontato, ci sarebbe anche un bimbo, il loro figlio, rimasto a casa. Sopralluoghi si sono svolti nella località indicata come luogo del delitto per tutta la notte. Al momento l’arma, un coltello, non è stata ritrovata. In commissariato, invece, Pasquale Iamone ha cercato di ricostruire nei dettagli cosa e perché sia successo. A San Sebastiano al Vesuvio c’è incredulità. L’ultimo delitto che scosse il comune del Napoletano, risale al 2003. Paolino Avella, per sfuggire a due balordi che armati di pistola volevano rapinarlo, fuggì e con il suo scooter andò a sbattere contro un palo della pubblica illuminazione. Non aveva il casco e morì sul colpo. Dopo pochi giorni avrebbe compiuto 18 anni.

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