È un bluff la risposta di De Luca a Saviano sulle liste inquinate

È un bluff la risposta di De Luca a Saviano sulle liste inquinate
di Fausto Morrone *

deluca_saviano-k0QF-U460104124264866u-1224x916@CorriereMezzogiorno-Web-Mezzogiorno-593x443Ho letto che De Luca chiede indirettamente a Saviano di riferire in Procura i nomi e le circostanze denunciate nell’intervista rilasciata all’Huffington Post: inguaribile arrogante e faccia tosta!
A parte il fatto che a me e ai tanti con i quali mi sono confrontato è risultato evidente il concetto severo che esprime Saviano nell’intervista, e sembrerebbe un atto di mera presunzione voler qui interpretarlo e chiarirlo, voglio solo segnalare che De Luca ha già dimostrato, senza alcun dubbio, che non si ferma neppure di fronte a denunce circostanziate e corredate di nomi e cognomi.
Voglio ricordare, perciò, assumendomene tutta la responsabilità, che, stranamente, De Luca si è trovato, nella sua funzione di Sindaco di Salerno, ad affidare reiteratamente appalti ad imprese di imbroglioni o collegabili alla camorra casertana, napoletana e salernitana, e questo è stato registrato in quasi tutte le grandi opere pubbliche appaltate.
Quando il sottoscritto ha scoperto l’inaffidabilità delle imprese aggiudicatarie, com’era suo dovere, le ha prontamente denunciate all’Autorità giudiziaria, da segretario generale della CGIL prima e da Consigliere comunale successivamente.
Tuttavia, le denunce non hanno mai sortito l’atto immediato e più coerente da parte di un Sindaco, che può estrinsecarsi solo con l’allontanamento dell’impresa e l’avvio di una riflessione su come evitare il ripetersi delle infiltrazioni della camorra e del malaffare.
Anzi, sempre alle denunce è seguito solo lo sfogo rabbioso nei miei confronti da parte del primo cittadino, che una volta è giunto addirittura a lanciarmi l’epiteto di camorrista, poi grottescamente ritrattato.
Spesso la rescissione contrattuale con le imprese è intervenuta solo per iniziative impositive degli inquirenti e del Prefetto.
I casi a cui mi riferisco sono tanti e coinvolgono personalità e imprese famigerate e già note agli inquirenti: De Rosa, Citarella, Edrevea, Delfino, Marinelli, Campania appalti, Caccavo, SAMOA, Tekton e ESA costruzioni.
In queste ore De Luca sta continuando nel suo stile trasformistico – antico e proverbiale per chi lo conosce bene come il sottoscritto – a raccontare menzogne e a presentarsi come persona che riesce a tenere a bada faccendieri e camorristi, ma in oltre vent’anni a Salerno non gli è riuscito di dimostrarlo.
La testimonianza plastica è rappresentata dalle numerose opere iniziate oltre un decennio fa e rimaste incompiute. Faccio osservare, infine, che mi appare bizzarro l’interrogarsi attuale sulla composizione delle liste del candidato del PD: il suo accordo con i cosentiniani risale al 2006 – ed è noto a tutti per conferma degli stessi protagonisti – quando lo sostennero per sancirne la rielezione a Sindaco di Salerno nel ballottaggio contro il candidato del centro sinistra.
Destra che già nello stesso anno si rivelò decisiva in Parlamento per ottenere la distruzione di 250 intercettazioni telefoniche che lo riguardavano, a seguito di un’inchiesta nella quale fu chiesto anche il suo arresto, e il cui processo è ancora in corso e si avvia inesorabilmente alla prescrizione.

* già segretario generale Cgil di Salerno

redazioneIconfronti

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