EavBus, serve una nuova legge regionale per pagare gli stipendi

EavBus, serve una nuova legge regionale per pagare gli stipendi

La giunta regionale della Campania presenterà una norma per regolamentare le partecipate e, soprattutto, per rendere disponibili da subito i soldi necessari a pagare gli stipendi dei dipendenti dell’intero gruppo Eav. La “scorciatoia” normativa servirebbe a trovare i 4,7 milioni che mancano dopo che sabato scorso la Regione aveva sbloccato immediatamente 3,7 milioni e per non mettere in difficoltà Eav holding servono circa 8,4 milioni. Per far fronte alla crisi di EavBus, l’assessore Vetrella pensa di imboccare lo stesso percorso di risanamento già sperimentato per le aziende che fanno trasporto su ferro. Il nodo da sciogliere resta soprattutto quello dell’indebitamento. Il governatore Caldoro ha inviato una nota al manager di Eav holding, Nello Polese, nella quale lo rassicura sull’impegno della Regione: «Con grande senso di responsabilità – si legge – si sta gestendo la vicenda EavBus e le questioni dell’intero gruppo nonostante le difficoltà da tempo esistenti. La Regione Campania è impegnata in un lavoro continuo per tutelare i servizi ai cittadini e i livelli occupazionali dell’azienda. Deve continuare a prevalere il senso di responsabilità in tutte le parti sociali in causa per concorrere a risolvere il problema. Lo sforzo messo in campo dalla Regione in questo particolare momento storico è sostenuto con responsabilità da tutti i livelli istituzionali coinvolti». Un gruppo di lavoratori Eav (senza sigle e senza riferimento a comitati di base) ha diffuso ieri mattina un proprio comunicato in cui si sottolinea che «gli stipendi non sono stati erogati a differenza di quanto è stato comunicato». Di qui la decisione di cominciare a effettuare un presidio a Napoli, davanti alle sedi degli organi di informazione, per sollecitare il rispetto delle promesse ricevute nei giorni scorsi e un piano di rilancio del trasporto pubblico. Altrimenti, i lavoratori dell’Eav si dicono pronti a nuove manifestazioni di lotta. Intanto, si mobilita anche l’assessore regionale Sergio Vetrella, in qualità di coordinatore della commissione Infrastrutture, mobilità e governo del territorio della Conferenza delle Regioni, e chiede al governo nazionale un’inversione di marcia sul trasferimento dei fondi per il settore. «Calcolando che un buon 65-70 per cento delle risorse è destinato al pagamento degli stipendi – dice l’assessore regionale – reputo che il governo debba trattenere una percentuale minima del totale del fondo per il trasporto. Solo il 3 per cento, sufficiente ad attivare meccanismi di premialità e penalità, trasferendo direttamente alle Regioni il restante 97 per cento». La soluzione che l’assessore regionale indivua è questa: «Un fondo cautelato e stabile per il trasporto pubblico locale che ci consenta di far partire le gare con contratti pluriennali». Un fondo che sia fuori del patto di stabilità. Per l’assessore occorre sin da ora prevedere meccanismi di salvaguardia dei lavoratori, ossia gli ammortizzatori sociali.

m.amelia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *