Sab. Ago 24th, 2019

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Ecco perché le dimissioni di Monti salvano Avellino e Sannio

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La sopravvivenza tra crisi di governo e pregiudiziale di incostituzionalità

Si salva Avellino capoluogo di Provincia. Due le ragioni: la crisi di governo che potrebbe portare i partiti a dare priorità ad “altre questioni” prima dello scioglimento anticipato delle Camere (e quindi si avrebbe la decadenza del decreto) oppure la pregiudiziale di incostituzionalità. La prima possibilità si fa più concreta, tanto da spingere il ministro della Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi, a criticare gli esponenti di Palazzo Madama: «Bisogna decidere se avere un Paese più moderno o stare dietro ai localismi».
Una mano per il mantenimento di Avellino capoluogo e della provincia di Benevento potrebbe arrivare dalla pregiudiziale di incostituzionalità annunciata dal Popolo della Libertà. In merito il senatore Pdl, Filippo Saltamartini non si sbilancia: «Bisogna aspettare mercoledì la seduta dell’aula, perché all’interno della pregiudiziale bisogna capire se la costituzionalità della riforma delle Province passa tramite la Consulta o se a decidere saremo noi in Parlamento. Potremmo decidere o di bocciare il decreto legge, oppure di farlo passare in attesa della pronuncia della Corte costituzionale. Valuteremo se mettere la pregiudiziale al voto o meno – aggiunge Saltamartini – insomma la poniamo ma potremmo rinunciare al voto. E’ un’opzione. Che dipende dalla ricaduta che la bocciatura del decreto avrebbe sul piano politico».
In tal senso il presidente della Provincia di Avellino Cosimo Sibilia avrebbe ricevuto qualche certezza in più dal suo partito. «Che il decreto potesse avere vita difficile – afferma Sibilia – l’avevamo già detto. C’è moderato ottimismo, ma è meglio attendere». Sembra più questa la strada che porterà a salvare il capoluogo, anziché gli emendamenti (pure favorevoli) proposti da Pasquale Viespoli e Roberto Centaro del gruppo Misto e fatti propri dai relatori in Commissione Affari Costituzionali del Senato, Enzo Bianco (Pd) e Filippo Saltamartini (Pdl). Proposte che hanno già scatenato le prevedibili reazioni delle province che non beneficeranno degli effetti. Gli emendamenti dei due senatori salvano il Sannio, le province di Terni, Matera e Rieti. Tagliate fuori quelle di Frosinone, Chieti, Varese oltre a quelle della Toscana e della Liguria.

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