Ecco perché le Luci di De Luca rovinano il Natale di De Magistris

Ecco perché le Luci di De Luca rovinano il Natale di De Magistris
di Gigi Casciello
foto Ansa

Può un filare di luci d’artista, portati da Salerno a Napoli per l’arte presepiale di San Gregorio Armeno, togliere il sonno al “narcisindaco” (come lo chiama D’Agostino) di Napoli Luigi De Magistris? Certo che può perché al di là delle luci d’artista c’è dell’altro e molto di più: il rilancio di Enzo De Luca sulla scena nazionale con la scelta di Bersani di avere al proprio fianco in appuntamenti pubblici decisivi per le primarie proprio il sindaco di Salerno come testimonial.
Circostanza che non riguarda solo il Pd perché Bersani andrà a Napoli proprio con De Luca, che oltre a coltivare l’ambizione di un posto da ministro in un improbabile Governo Bersani (l’ingovernabilità dopo il voto è più di un’ipotesi se dovesse passare l’idea della soglia di accesso al premio di maggioranza fissata al 42,5%) non ha abbandonato quella più percorribile di una rivincita per la presidenza della Regione. Ancor di più se in un Governo di larghe intese dovesse trovare posto Stefano Caldoro che non vede l’ora di lasciare la presidenza della Regione Campania.
E quando l’associazione Corpo di Napoli ha stretto un accordo con il Comune di Salerno perché le ormai note Luci d’Artista illuminassero i presepi di San Gregorio Armeno, a De Magistris sono saltati i nervi al punto da disertare l’inaugurazione di ieri dove, a dire la verità, non è andato nemmeno il sindaco di Salerno. Singolare la reazione di De Magistris che ha parlato persino di una strumentalizzazione politica. Come se questi fossero tempi in cui ci si possa permettere gelosie e personalismi piuttosto che dare qualche segnale di credibile coesione istituzionale.
La verità è che in questa crisi politica ed economica tutti giocano una propria partita. E De Magistris, sindaco grazie all’astensionismo ed alla incapacità dei centrodestra e centrosinistra di individuare candidati credibili, gioca a fare il sindaco di Napoli guardando verso Roma. E così ai napoletani tocca la pista ciclabile che andrebbe bene per il ciclocross, la pedonalizzazione bizzarra di via Caracciolo quando la logica vorrebbe che la strada fosse chiusa di sera e non di giorno, assoluta inconsistenza su questioni come la manutenzione ordinaria (a Napoli basta ancora una pioggia per paralizzare tutto), incapacità di gestire l’emergenza economica preferendo sceneggiate come quella del presidio romano e l’attacco populista al Governo Monti.
E le medaglie che De Magistris si è appuntato, la Coppa America e la Coppa Davis, non sono certo ascrivibili solo alle capacità organizzative del Comune. Una perfetta imitazione dello stratagemma di Bassolino che si appropriò di un evento come il G7 la cui perfetta riuscita fu merito invece della Prefettura e del ministero dell’Interno del Governo Berlusconi.
De Magistris dice poi di voler abbattere le vele di Secondigliano? Lo faccia, magari indossando pure la bandana, ma dimostrando di avere un progetto di riqualificazione dell’area ed il recupero di un tessuto sociale e comunitario. Insomma, chiacchiere e distintivo in salsa arancione con la speranza, complici anche i guai di Di Pietro, di poter rappresentare in un futuro prossimo l’alternativa a Grillo alla presidenza del Consiglio. Sogni sulla pelle dei napoletani. Un sogno già trasformato in un incubo dal dinamismo di Enzo De Luca che se a Salerno vive comunque un momento di appannamento per le controverse vicende del Crescent (i salernitani litigano sulle opere, i napoletani sul nulla) a Napoli gode di un crescente consenso. Comprensibile: nella vecchia capitale del Mezzogiorno sono passati dalla montagna di sale di Bassolino alle piste ciclabili ed alle esternazioni di De Magistris. Inconsistenze.
E allora sarebbe il caso che il sindaco arancione, incapace di illuminare Napoli nonostante 47 milioni di spesa l’anno spesi dal Comune per l’energia elettrica, lasci che un filare di luci d’artista permetta che almeno San Gregorio Armeno, unica oasi turistica natalizia partenopea, non venga inghiottita dall’oscuro tunnel nel quale Napoli è finita. E la prossima volta alle luci ci pensi De Magistris. Bastano poche migliaia di euro. Ed un po’ di fantasia.

redazioneIconfronti

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