Ecco quanto costa il consiglio regionale della Campania: altri sprechi

Ecco quanto costa il consiglio regionale della Campania: altri sprechi

Il bilancio di previsione del Consiglio regionale della Campania non riesce a smentire pregiudizi e sentimenti ostili alla politica. Anzi non fa che attizzarli. In tempi di antipolitica e lotta agli sprechi delle Regioni, in queste ore è vivissimo sul tema il dibattito anche nelle stanze dei palazzi campani. Ci si interroga su cosa accada nei gruppi regionali presenti nel Consiglio regionale della Campania; al momento è possibile conoscere, grazie al bilancio preventivo 2012 della Regione Campania, il costo di funzionamento del Consiglio. Come riporta anche “il Velino Campania” per esempio, l’ente presieduto da Paolo Romano è passato dai 90 milioni dell’anno scorso a 79, una diminuzione sensibile ma che rappresenta comunque una spesa notevole. Basta dare una scorsa al bilancio di previsione 2012 e ci si accorge che quanto costo di funzionamento dei gruppi consiliari, la competenza 2012 ammonta a 1.055mila euro l’anno; il fondo assistenza per le attività istituzionali attualmente in cassa è molto alto, pari a 2.167mila euro; minima ma con utilità tutta da dimostrare la voce “rappresentante dell’opposizione” che costa 25mila euro l’anno; più interessante e “pesante” il costo per la comunicazione dei singoli gruppi consiliari che si dividono una torta di 1.879 mila euro: è la somma disponibile in cassa in questo momento; infine, sempre nel bilancio, figurano le spese di rappresentanza del presidente del Consiglio: tra residui del 2011 e i fondi 2012 si arriva a 107mila, mentre per la rappresentanza in generale di Ufficio di Presidenza e commissioni a disposizione ce ne sono 27mila e dispari. In totale, far funzionare la macchina del Consiglio regionale della Campania costa 79 milioni l’anno.
La cifra che turba maggiormente è poi quella dei compensi percepiti dai consiglieri regionali campani: raggiungono più di 12 milioni di euro tra indennità di carica, funzione e rimborso spese. Ogni consigliere percepisce dunque in Campania la somma di oltre 16mila euro al mese, al lordo delle ritenute fiscali. Calcolando un’aliquota media di oneri fiscali del 35%, ad ogni consigliere regionale della Campania entrano in tasca 11mila euro netti al mese. La stessa somma all’incirca tocca a un consigliere regionale della Lombardia ma in quel caso il divario con quanto guadagna un cittadino è meno stridente rispetto al caso della Campania.
Ragionando su queste cifre si alimenta la disaffezione dell’opinione pubblica dalla politica, il distacco dei cittadini dalle istituzioni rappresentative ritenute affari di pochi privilegiati, non sempre personaggi esemplari. In astratto ad accrescere la reputazione dei politici servirebbero due ingredienti: costi ridotti dell’assemblea elettiva e maggiore produttività degli eletti. Nel caso della Campania mancano l’una e l’altra condizione. Dei costi si è già detto. Quanto alla produttività trattandosi di un Consiglio regionale dotato di potere legislativo, l’indicatore quanto mai rozzo ma sintetico è il numero delle leggi approvate. In Campania nel 2010 sono state approvate 20 leggi regionali composte in tutto di 112 articoli e nel 2011 ne sono state approvate 22 con 113 articoli. In Lombardia le leggi approvate nel 2010 dal Consiglio regionale sono state 22 con 323 articoli e nel 2011 26 leggi con 186 articoli. Queste informazioni, pubblicate dalla Camera dei deputati, sono ricavate dalla banca dati dell’Ancitel. Esse dicono in breve che dove, come in Campania, il Consiglio regionale costa di più, l’istituzione rende meno alla collettività.

m.amelia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *