Ecco un esempio di “buona scuola”

Ecco un esempio di “buona scuola”
di Luigi Rossi

scuola-a-vigne-istituto-piu-tecnologico-d-italia-va-in-tilt-per-uno-sbalzo-di-correnteLa scorsa settimana ragazzi e ragazze dell’ultima classe di un liceo classico della provincia hanno organizzato un viaggio a Salerno. Non è stata la solita gita o una esperienza formativa alternativa alle lezioni in classe. Gli studenti si sono recati nell’ex-provveditorato per incontrare una professoressa; avevano saputo che la loro insegnate di latino e greco dell’anno precedente era stata finalmente convocata per la scelta della sede. Residente a Salerno, la docente era orientata ad optare per una scuola più vicina a casa; ma, di fronte all’amorevole e riconoscente insistenza dei suoi ex-alunni, che la pregavano di ritornare sulla stessa cattedra e continuare un’esperienza didattica, non ha saputo resistere e, mettendo in secondo piano le esigenze familiari, ha accettato una sede che la obbliga ad almeno tre ore di viaggio al giorno tra andata e ritorno, un sacrificio reso più duro dall’inefficienza nel sistema pubblico dei trasporti.

A giudicare da questa decisione, l’esperienza didattica intercorsa lo scorso anno è risultata veramente formativa. Per nostra fortuna, i giovani continuano a sorprenderci, dando consistenza a speranze che, invece, tendono ad affievolirsi. In quel liceo fino a tutto ottobre ancora non si era provveduto alla nomina dei docenti. Il complesso iter burocratico delle graduatorie aveva fatto posporre la formulazione degli elenchi ed i ragazzi hanno perso settimane di lezione, costretti ad un orario ridotto che, certamente, non ha facilitato la concentrazione e non ha agevolato la funzionalità della proposta scolastica.

La missione a Salerno di questi liceali non solo ha contribuito a risolvere un problema pratico, che gli uffici avrebbero potuto e dovuto affrontare per tempo, ma ha impartito una efficace lezione al mondo della scuola evocando la centralità del rapporto personale tra docente e discente, il rispetto vicendevole dei ruoli, che determina una proficua relazione, la conferma che insegnanti preparati sono sempre circondati dalla stima degli alunni. Un plauso va anche alla professoressa che, malgrado i tanti impegni anche familiari, ha trasformato il proprio dovere professionale in una missione, grande lezione perché ricorda che, a volte, gli interessi collettivi sollecitano scelte che devono far posporre esigenze private.

Da più parti si parla della necessità di ripartire avendo fiducia nel futuro. Ebbene, uno strumento che senz’altro genera buoni risultati è scommettere sulla scuola. Se ne parla tanto. Il governo ne ha fatto un elemento cardine della sua azione di riforma. Attendiamo con impazienza che dalle parole finalmente si passi ai fatti. Intanto, non dimentichiamo che il mondo della scuola non s’identifica solo con risorse materiali maggiori, interventi sulle strutture, attenzione al personale. Il vero successo si lega sempre alle capacità personali di chi deve trarre dal profondo dell’io dei ragazzi principi, codici comportamentali, conoscenze e capacità critica per agevolare loro il grande viaggio della vita. Quanto è capitato alcuni giorni fa in un liceo della provincia è di buon auspicio.

Grazie ragazzi! Godetevi la fortunata coincidenza di avere come docente una professoressa da voi scelta e della quale apprezzate preparazione scientifica, capacità didattica e disponibilità al dialogo.

redazioneIconfronti

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