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Edilizia, i sindacati: la Regione è ferma. Sabato manifestazione

Edilizia, i sindacati: la Regione è ferma. Sabato manifestazione
Registriamo in questa rubrica le voci e le attività dei nostri contatti senza alcuna mediazione, verificando soltanto la veridicità delle informazioni trasmesseci. Qualche nostro eventuale intervento avrà il solo scopo di garantire una maggiore chiarezza del messaggio.

1090049-ediliziaIl comunicato stampa e le dichiarazioni del presidente dell’Ance, riportate su alcuni organi di stampa, sono, a nostro avviso, fuorvianti e fuori luogo. Evidentemente il presidente non conosce a sufficienza le motivazioni e le intenzioni dei sindacati di categoria.
La manifestazione del giorno 9 pv non è e non vuole essere, un iniziativa dei soli addetti ai lavori, cioè di Ance e sindacato di categoria.
Il 9 febbraio in campo s’intende portare un’idea integrata di sviluppo che coinvolge tutto il comparto edile, dai progettisti ai collaudatori, per questo sono state chiamate alla mobilitazione tutte le categorie dai lavoratori edili, agli ordini professionali fino al coinvolgimento di tutte le associazioni datoriali.
È chiaro che un evento di questo tipo e in questi tempi, richiami l’attenzione dei candidati alle elezioni nazionali, ma noi vigileremo affinché la nostra mobilitazione non diventi motivo di vetrina mediatica dei partiti.
Il nostro territorio non ha bisogno di passerelle ma dell’assunzione di scelte politiche, di un agire concreto, con atti e azioni, di una visione politica di società e sviluppo.
C’è bisogno, ad esempio, che il Presidente della Regione, Stefano Caldoro, convochi le parti per sottoscrivere l’Accordo Programma Quadro (APQ), che avvii rapidamente l’iter per la cantierizzazione dei primi 5 km dell’ex raccordo autostradale SA-AV o che adotti da subito l’approvazione della legge (a costo zero) sulla dematerializzazione del Documento Unico Regolarità Contributiva (DURC), per contrastare concretamente truffe e intromissioni di imprese che non provengono dal settore edile, o che promuova una legge quadro per il settore che accorci la filiera dei pagamenti e delle pratiche amministrative dall’avvio al collaudo di un’opera pubblica.
C’è bisogno che la politica sblocchi i tanti cantieri oggi fermi (vedi Stazione Marittima dove le risorse restano bloccate presso la Regione solo per una crisi di liquidità da parte dell’ente appaltante), che utilizzi le troppe risorse europee che oggi si perdono per incapacità non solo progettuale, che migliori la rete infrastrutturale sui trasporti regionali oggi allo sbando.
I soldi ci sono ma non c’è volontà politica e laddove essa si manifesta, sceglie d’investire centinaia di miliardi per ammodernare la rete su ferro nelle aree forti del Paese, pur sapendo che in Campania i collegamenti che uniscono l’intero Paese sono assicurati da un solo binario che passa su un ponte vecchio di 150 anni: rotto quello ci sarà una secessione ferroviaria, una concreta divisione del Paese in due parti, non più in comunicazione tra loro.
E’ la Regione Campania ad essere ferma, quella dei cantieri è solo una conseguenza.
Per questo il 9 saremo in strada, perché in gioco è l’intera economia della nostra regione, la nostra tenuta economica sociale e non solo “qualche cantiere” del salernitano. Noi ci saremo assieme con chi ci sta e contro chi vuole affossare il nostro territorio, il nostro lavoro cancellando migliaia posti di lavoro e centinaia di imprese, lasciando il campo libero al malaffare e all’usura.

Feneal Uil Filca Cisl Fillea Cgil
P. Spinelli L. Ciancio F. De Blasio L. Adinolfi

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