Editori e giornalisti, un tavolo per la crisi più nera dal dopoguerra

Editori e giornalisti, un tavolo per la crisi più nera dal dopoguerra
Foto: modiv.it
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L’editoria sta attraversando uno dei momenti più delicati della sua storia. I fatti sono alla luce del sole. Ed è proprio per questo motivo che nella giornata di ieri, dopo l’accorato appello pubblico rivolto dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana agli editori, è ripreso il dialogo tra Fnsi e Fieg.
All’incontro, che si è svolto presso la sede della Fieg, hanno preso parte il segretario generale e il presidente della Fnsi Franco Siddi e Giovanni Rossi, il presidente e il direttore generale della Fieg, Giulio Anselmi e Flavio Cariotti e il presidente dell’Ingpi, Andrea Camporese.
Nel corso dell’incontro – ha spiegato Siddi agli organi di informazione – le parti «si sono impegnate a verificare insieme con il Ministero del Lavoro possibili procedure differenti e l’accesso agli strumenti di protezione sociali visto che le risorse sono poche».
Sia da parte della Fieg che dalla Fnsi – ha riferito Siddi – c’è «disponibilità a trovare soluzioni sulle questioni del lavoro e in particolare sul lavoro autonomo e sul precariato».
Tra le decisioni prese ieri mattina, il riavvio immediato della commissione bilaterale sul lavoro autonomo e l’insediamento della commissione bilaterale contrattuale sull’innovazione e le nuove professionalità.
«Una cabina di regia – ha spiegato Anselmi, presidente Fieg – allo stato non è praticabile». Il presidente degli editori ha ricordato che sulla base della legislazione vigente vale «l’autonomia operativa delle singole aziende». Tuttavia, ha aggiunto, «è interesse di tutti che aziende e sindacati si tengano informati, è molto importante».
Da entrambe le parti, inoltre, dice Siddi, c’è stato l’impegno a rivedersi a breve «per verificare possibili convergenze possibili sulla riforma della legge 416. Sia gli editori sia noi – ha spiegato Siddi – abbiamo ben presente che occorrono azioni anche pubbliche per riavviare processi di sviluppo basati sull’innovazione e che sostengano la indispensabile trasformazione dell’industria editoriale, trasformazione che riguarda l’impresa ma anche modelli informazione professionale e quindi il giornalismo»
«La crisi – ha concluso Siddi – in sostanza morde ma si cerca di non arrendersi e di pensare che ci sia altro da fare oltre che registrarla. Ciascuno deve fare la sua parte in maniera profonda». Nella giornata di ieri è stato deciso che entro la metà di marzo prenderà il via il tavolo per il rinnovo contrattuale della categoria.

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