Editoria sempre più in crisi, Cigs con proteste anche al “Velino”

Editoria sempre più in crisi, Cigs con proteste anche al “Velino”
Foto: modiv.it

L’assemblea di redazione dell’agenzia di stampa “Il Velino” proclama lo stato di agitazione e i giornalisti si dichiarano pronti a 5 giorni di sciopero. Il motivo? La richiesta di attivazione della Cassa integrazione straordinaria a partire da gennaio 2013, nonostante ci sia già un contratto di solidarietà in essere che scade a febbraio 2013. L’assemblea di redazione de “Il Velino” ha diffuso un comunicato stampa in cui si dichiara “sorpresa, delusa e molto contrariata dalla forzatura che l’azienda ha voluto fare presentando, in presenza di un contratto di solidarietà vigente e con scadenza a febbraio 2013, la richiesta di attivazione della Cigs a partire da gennaio 2013″.
“L’assemblea di redazione – prosegue il documento dei giornalisti del Velino – ritiene ancora più grave l’atto dell’azienda alla luce della sua inadempienza rispetto a impegni sottoscritti in occasione della sigla del contratto di solidarietà in corso e che ne costituivano parte integrante, ossia il versamento del tfr dei giornalisti al fondo complementare e l’applicazione del piano di organizzazione del lavoro redazionale concordato fra le parti. Inadempienza denunciata anche in occasione del tavolo congiunto del 29 ottobre presso la Fieg”.
“L’assemblea di redazione – conclude la nota dei giornalisti del Velino – dichiara pertanto lo stato di agitazione, si riserva di mettere in atto iniziative volte a garantire l’applicazione integrale e stringente del contratto nazionale e affida al cdr un pacchetto di cinque giorni di sciopero”.
La situazione non è delle migliori anche in casa Rcs, dove non è esclusa la chiusura di testate periodiche e una ridefinizione degli organici giornalistici che toccherebbe anche quotidiani nazionali. Il nuovo piano editoriale sarà esaminato dal cda del 19 dicembre prossimo, ma le prime bozze stanno già suscitando non poche discussioni. Pare, infatti, che il direttore generale della divisione quotidiani, Giulio Lattanzi, si sia dimesso proprio perché in disaccordo di vedute sul piano che tra non molto dovrebbe essere varato.

Barruggi

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