Elezione al cardiopalmo, l’Ohio “spina” per Obama

Elezione al cardiopalmo, l’Ohio “spina” per Obama
di Vincenzo Pascale (da NY City)

Ormai la lunga campagna elettorale per le presidenziali USA ha riposto le armi della propaganda e della mobilitazione. Domani si andrà al voto. I seggi apriranno alle 6 di mattina e chiuderanno alle ore 21 (le tre di notte in Italia Eastern time – le 7 California time). Sarà una battaglia all’ultimo voto. Oggi i sondaggi sono stati altalenanti: quelli ufficiali e indipendenti danno Obama in vantaggio seppure di pochi punti. Romney e il suo team, invece, dicono di avere sondaggi che garantiscono la vittoria in Ohio, che rappresenta uno stato chiave. Conquistare l’Ohio significa insediarsi alla Casa Bianca.
I due candidati si sono spesi al massimo per convincere gli indecisi e garantirsi un più o meno apparente vantaggio Obama in Ohio si è fatto accompagnare dalla rock star Bruce Springsteen, sempre in prima fila per sostenere campagne presidenziali a favore dei democratici. Romney ha girato in lungo ed in largo il MiddleWest e speso decine di milioni di dollari per la fase finale della sua campagna elettorale. Pochi ancora gli indecisi soprattutto tra le donne. Il Governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo ha legiferato per far votare gli sfollati dell’uragano Sandy in qualsiasi seggio elettorale dello stato di New York. È una mossa politica e democratica che può avere un forte impatto sul voto. In alcuni distretti di New York fortemente repubblicani potrebbe aversi un cambio di scenario a favore dei democratici soprattutto ala luce della pronta ed efficace risposta del presidente Obama alle richieste dei politici delle aree duramente colpite da Sandy.
I risultati finali in Italia arriveranno non prima delle 6 di mercoledì mattina. Qualsiasi sarà la decisione elettorale del popolo Americano il neo o presidente rieletto si troverà sul tavolo di lavoro un’agenda politica terrificante. Parte del risanamento dell’economia mondiale passa dalle stanze di Washington disconoscerlo sarebbe nocivo. Soprattutto il riassesto dei conti pubblici europei passa anch’esso da Washington con la differenza che Obama è pienamente consapevole che una più solida economia europea rafforza anche quella Americana, mentre Romney ha speso disconosciuto questa interrelazione tra le economie mondiali.

redazioneIconfronti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *