Elezioni 16 / Le dieci richieste di Amnesty ai politici

Elezioni 16 / Le dieci richieste di Amnesty ai politici
di Paolo Cuccurullo*

campagna-ricordati-che-devi-rispondere4Amnesty International è un’organizzazione internazionale impegnata da oltre 50 anni per la difesa e la protezione nel mondo dei diritti umani. Durante questi anni, essa ha continuamente attirato l’attenzione dell’opinione pubblica e dei governi sulle violazioni dei diritti umani avvenute in tutto il mondo. Sono stati pubblicati rapporti, raccolte firme, si sono incontrati ministri, chiesto dibattiti parlamentari.
Amnesty International è però soprattutto una enorme rete di donne e uomini, di giovani e meno giovani, di persone comuni, che si riconoscono nei principi della solidarietà internazionale. Le attiviste e gli attivisti di Amnesty International sono presenti anche in Italia e, quotidianamente in tutti i luoghi da essi frequentati, nelle piazze, nelle università, nelle scuole, sensibilizzano i cittadini sul tema della protezione dei diritti umani. Spesso questi attivisti si sono occupati anche di violazioni di diritti umani che sono state commesse nel nostro Paese. Questa volta però si è deciso di andare oltre, lanciando il 24 e 25 febbraio, una grande e articolata campagna sui diritti umani in Italia, denominata “Ricordati che devi rispondere”.
L’intero movimento italiano sta sottoponendo in questi giorni ai leader delle coalizioni e delle principali forze politiche in lizza, Berlusconi, Bersani, Giannino, Grillo, Ingroia, Monti e Pannella, nonché a tutti i candidati e le candidate delle circoscrizioni elettorali, un programma di riforme nel campo dei diritti umani articolato in 10 richieste prioritarie. Un vero e proprio “pacchetto di iniziative per i diritti umani in Italia” affinché si possa costruire un paese più libero e più giusto, rendendo al contempo l’Italia credibile nel dare il proprio contributo a un maggiore rispetto dei diritti umani nel mondo. E così, per mezzo dell’invio di una scheda e di una lettera, gli attivisti di Amnesty International stanno chiedendo a tutti i candidati alle prossime elezioni, una risposta netta, chiara, inequivocabile, trasparente, con la contestuale sottoscrizione dei dieci punti dell’ “Agenda per i diritti umani in Italia”.
Le principali ragioni della scelta di lanciare una campagna di Amnesty sull’Italia in occasione delle elezioni sono due. La prima viene da lontano ed è rappresentata dalla disattenzione storica della politica italiana nei confronti dei diritti umani e dalla superficialità e incoerenza con cui questi vengono affrontati. Altrettanto spesso si nota, nei discorsi e nelle interviste dei politici, l’assenza di una vera cultura dei diritti umani. I diritti umani sono definiti da un quadro giuridico internazionale, che a volte va oltre quanto stabilito nel nostro sistema giuridico. Ma che non per questo l’Italia non è impegnata a rispettare – a costo di modificare le nostre leggi, a costo di prendere, qualche volta, posizioni scomode per chi vuole attirare dalla sua parte determinati settori dell’elettorato.
La seconda ragione che ha spinto Amnesty International a lanciare la campagna “Ricordati che devi rispondere” è la netta impressione che oggi il tema della protezione dei diritti umani sia assolutamente secondario nel dibattito politico, tutto incentrato sui temi economico-finanziari. Oggi non risulta evidente alla popolazione italiana che le più clamorose violazioni dei diritti umani in Italia riguardano ampie fasce di popolazione. Essere donne, partecipare a una manifestazione, essere migranti, rom, gay, detenuti, significa rischiare di subire violazioni dei diritti umani. E In tempi di crisi economica, non porre al centro i diritti umani e il loro rispetto contribuisce a mettere a rischio i diritti di molte persone. Basti solo pensare che l’emergere delle tensioni sociali può causare proteste di piazza a cui segue una risposta dura, spesso al limite della legalità, da parte delle forze dell’ordine. Ancora, i problemi sociali spesso finiscono con l’essere scaricati sui gruppi più vulnerabili come migranti, persone LGBTI, rom. E, a livello globale,i problemi economici possono servire da pretesto alle aziende per evitare di rispondere delle violazioni causate dalle loro attività. L’agenda di Amnesty International riguarda quindi milioni di persone nel nostro paese e potenzialmente molti altri nel mondo i cui diritti possono dipendere da scelte delle forze politiche e delle istituzioni italiane.
Tutti i cittadini italiani possono dare forza alla campagna “Ricordati che devi rispondere”. Basta visitare il sito www.ricordatichedevirispondere.it e firmare il relativo appello. Al momento sono migliaia le firme raccolte e i messaggi inviati ai candidati così come sono decine e decine i messaggi lanciati ai candidati premier tramite i social network, Twitter in primis, da cittadini convinti che il benessere di un paese si misura anche dalla situazione dei diritti umani.
Al momento, a livello nazionale, la risposta della “politica” è stata soddisfacente. Sono già centinaia i candidati che, di estrazione partitica diversa, in tutta Italia hanno aderito all’”Agenda per i diritti umani ”, mentre tra i candidati premier solo Ingroia, per ora, ha sottoscritto tutti i punti . Certamente l’attuale legge elettorale, che determina un forte scollamento tra candidato e territorio, sta rendendo difficile per i gruppi territoriali di Amnesty International la comunicazione con le migliaia di candidati in tutta Italia. Tiepida purtroppo è stata l’accoglienza della campagna in Campania, dove al momento sono poche decine le adesioni. Questa incertezza dei politici campani stride fortemente con la realtà del nostro territorio, ove maggiore, visti gli innumerevoli problemi che viviamo, è il bisogno di intervenire a salvaguardia dei diritti delle persone.
Quello che evidentemente dà coraggio e forza agli attivisti del movimento è la diffusa consapevolezza nei cittadini che è arrivato il momento di “alzare” l’asticella dei diritti nel nostro Paese, visto che oggi, alla luce dei fatti, il rispetto, la tutela e la realizzazione dei diritti umani non sono assicurati. Ecco perché si sta chiedendo con forza che le istituzioni, e in particolare al futuro Governo e Parlamento, di agire e legiferare per la protezione e il benessere di tutte e i tutti, nel segno dei diritti, della libertà e della dignità di ogni persona.

* responsabile gruppo agro-nocerino di Amnesty International

redazioneIconfronti

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