Lun. Ago 19th, 2019

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Elezioni 22 / Usa preoccupati per l’Italia, Obama teme per Monti

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Oltreoceano preoccupazioni che il voto possa appannare la leadership autorevole del premier
di Vincenzo Pascale

napolitano_obamaGli italiani residenti in Italia e quelli residenti fuori dai confini nazionali (ma iscritti all’AIRE –Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) con il loro voto tra una settimana scioglieranno il nodo gordiano di questa campagna elettorale che ancora una volta di elettorale ha espresso poco, concentrandosi su programmi e proclami distanti dalle reali necessità del Paese. Del Sud poi manco a parlarne, quasi fosse fuori dalla campagna elettorale. Eppure chi studia le dinamiche sociali del Paese, come uca Ricolfi, ha capito con largo anticipo che al Sud gli elettori voteranno numerosi, l’astensionismo sarà basso ed il Sud consegnerà al Paese una maggioranza che rischia di impantanare la vita politica del Paese. Perché tra un Pd che si allea, per necessità con Sel, e guarda alla Lista Monti per precauzioni internazionali, l’amalgama politica non riuscirebbe nemmeno al famoso mago Silvan che anni addietro in Tv faceva apparire e scomparire persone con il tocco della sua bacchetta magica.
Ma si sa, in democrazia il popolo è sovrano e qualunque sarà il risultato elettorale bisogna rispettare la volontà popolare. Si perde o si vince una campagna elettorale se si riesce ad intercettare il diasgio popolare e se la politica riesce a trasformare quel disagio in proposte di legge per la crescita civile ed economica del Paese. Invece il Paese è depredato. Gli scandali Eni, Finmeccanica, Mps venuti fuori a ridosso delle imminenti elezioni non aiutano il Paese a trovare la giusta armonia per riprendere una crescita economica ormai ferma da anni. Esiste una seria istanza di governance di queste aziende nazionali, le uniche che vantano un network di contratti internazionali e denunciano però l’ingerenza dei partiti politici nei loro consigli d’amministrazione. In ogni caso la pratica consolidata di “to win influence”, insomma di concedere favori (tangenti) a governi con i quali queste aziende fanno affairi, non è nuova, anzi in alcune aree del mondo è prassi per accedere ai contratti pubblici. Ben più grave il caso Mps, qui si è trattato non solo di manomettere bilanci aziendali, ma di occultare documenti riservati agli organi di controllo nazionali. Caso tutto italiano.
Intanto, oggi, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in visita a Washington incontra il Presidente Obama. Visita di routine, ma che capita a sette giorni dalle elezioni politiche italiane e a poco meno di tre mesi dalla elezione del nuovo capo dello stato. L’amminsitrazione Obama è preoccupata. Seppure ha espresso, in più di una occasione, un giudizio favorevole sull’operato del governo Monti, rischia di trovarsi tra una settimana senza un interlocutore con il quale si era creata una buona sintonia non solo politica ma anche sul piano caratteriale. Intanto l’agenda economica di Obama è tutta incentrata sul rilancio dell’economia nazionale e sul miglioramento dello stato sociale americano. Il secondo può realizzarsi solo se cresce l’economia. E su questo tema l’America si interroga se il prossimo governo italiano riuscirà a far ripartire l’economia non intaccando l’unità del Paese. Insomma, l’America considera ancora l’Italia un partner fondamentale, ma questa volta chiedera ai nuovi leaders italiani di rivedere sia le governance pubbliche che la pratica della eccessiva spesa pubblica. Una maniera diplomatica per dire: cari alleati, sbrigatevela da soli al’interno dei modelli di governance mondiali. Insomma un’Italia più europea e meno localistica e chiusa tra parrocchie e frazionamenti politici.

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