Elezioni 23 / Il dramma dei pensionati escluso dall’agenda politica

Elezioni 23 / Il dramma dei pensionati escluso dall’agenda politica
di Antonio Salzano *

PensionatiTra pochi giorni si andrà a votare e finirà “finalmente” una campagna elettorale piena solo di slogan e di promesse.
Finirà una propaganda che non parla dei veri problemi della gente e del Paese, di come affrontarli e risolverli, ma che pensa solo a spettacolarizzare e a cogliere il disappunto di un popolo che stanco di questa mala politica e dei tanti scandali che essa produce, corre il pericolo di essere attratto dall’ultima battuta del populista di turno.
Nessuno parla dei problemi degli ultimi, di come le politiche fin qui adottate per contrastare la crisi hanno ulteriormente penalizzato i cittadini ed in particolare gli anziani e i pensionati, di come il blocco della rivalutazione delle pensioni, l’aumento delle tasse, delle imposte e dei prezzi dei beni di prima necessità, dei servizi e delle tariffe, dei tagli al welfare e ai trasferimenti a Regioni e Comuni hanno inciso sulla vita di chi vive del proprio stipendio e della propria pensione.
Non si parla dei bisogni della popolazione anziana del nostro Paese, che pure rappresenta il 20% della popolazione italiana.
I pensionati, che spesso al Sud rappresentano l’unico riferimento di un welfare familiare e solidaristico, infatti, sono stati sostanzialmente ignorati dall’agenda politica, sia per quanto riguarda la progressiva perdita di potere d’acquisto delle pensioni (che negli ultimi anni ha raggiunto il -30%), sia per quanto riguarda la pressione fiscale, che per quanto riguarda i servizi sanitari e sociali.
Nessuno, nei dibattiti politici televisivi, nei talk show parla, entrando nel merito, di una nuova politica fiscale che dia un po’ di respiro a pensionati e lavoratori, di misure che tutelino il potere d’acquisto di stipendi, pensioni, di proposte che rilancino il welfare pubblico con un piano articolato a favore delle persone che più ne hanno bisogno e delle loro famiglie.
Tutto è spettacolo, confusione, proposizione di se stessi e anche l’unica forza più responsabile, quella del centro sinistra, spesso fatica a rimettere al centro, nella tempesta comunicativa di questi giorni, i temi del lavoro, dello sviluppo, dell’uguaglianza e della solidarietà.
L’Italia ha bisogno di un governo stabile per affrontare i rischi che il Paese sta correndo in questa fase, spero che il Popolo sovrano tracci la strada giusta e spazzi via i demagoghi e chi guarda al personale e non al collettivo.

* segretario SPI – CGIL della Campania

redazioneIconfronti

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