Sab. Lug 20th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Elezioni 26 / Calato il sipario sulla fabbrica delle vili menzogne

2 min read
Chiusa la competizione delle clamorose bugie. E poi ci si meraviglia di Grillo
di Vincenzo Pascale (da NY City)

urnaVista dall’America la campagna elettorale italiana per le politiche di domani ha lasciato tutti sconcertati. La settimana è iniziata con la dichiarazione del professor Zingales da Chicago che ha contestato al fondatore del Movimento Che Fare, un master in Economia conseguito a Chicago quando poi si trattava di un semplice corso estivo di lingua inglese. La débacle di Giannino è continuata poi con la smentita da parte di Mago Zurli della partecipazione di Giannino allo Zecchino d’Oro per arricchirsi di una altra smentita sempre collezionata dal fantasioso Giannino in merito ad una sua prtecipazione ad un meeting Aspen con Bush Senior e la signora Thacther allora primo ministro della Gran Bretagna. Davvero un brutto colpo per l’eccentrico giornalista inventatosi professore (gli sono state contestate anche le due lauree da lui conseguite).
Non è andata meglio ai giornalisti (italiani) che posti di fronte ad un diniego della Rosa Bindi (capolista in Calabraia) di rilasciare un’intervista hanno prima cercato di pressare la candidate a rilasciare una dichiarazione per esssere poi allontanati dal servizio d’ordine con modi alquanto bruschi. Insomma: l’asse, se vogliamo, l’intesa, sul quale si regge la democrazia: trasparenza del candidato e libertà di informazione sono saltate. La bugia e il fastidio hanno preso la mano. Intanto il caso Giannino poteva essere scoperto da tempo, bastava fare una verifica non appena il professore aveva reso pubblico il suo curriculum vitae. Diverso è il caso della Bindi. Un politico eletto sceglie lui o lei quando comunicare con la stampa con le modalità che ritiene proprie: facebook, twitter, ufficio stampa, conferenza stampa..Quando vediamo politici rincorsi dai giornalisti infilarsi in macchina o reagire, a volte, con una certa durezza, rimaniamo perplessi. Siamo in presenza di uno scarso professionismo giornalistico e di un fastidio politico a formulare una strategia di comunicazione convincente.
Infine il fenomeno Grillo, ieri sera, ha riempito Piazza San Giovanni. Qualcuno ha parlato di 800mila persone, qualche altro di marcia su Roma. A noi non è parso né l’una né l’altra cosa… ma solamente un chiaro messaggio ai politici ed al Paese di invertire il circuito decisionale: meno élite, meno alta finanza, più partecipazione popolare. Non c’era bisogno di un comico, Grillo, e di uno stratega della comunicazione, Casaleggio, per arrivare a ciò… sarebbe bastato solo che i politici, quelli di professione, usassero il buon senso (common sense) ingrediente principale dell’agire politico. Non ne sono stati capaci. Il Paese ne risentirà, Grillo o non Grillo lunedì sera l’Italia riprenderà il suo cammino in salita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *