Enti locali. Il decreto è stato annacquato, rimangono solo alcuni tagli

Enti locali. Il decreto è stato annacquato, rimangono solo alcuni tagli

Incassata la fiducia numero 47 sul decreto legge sugli Enti locali che interviene sui costi della politica, per il governo prosegue la corsa contro il tempo per vedere approvati prima della fine della legislatura importanti provvedimenti che vanno a completare il percorso di risanamento e di riforme impostato nel 2012. Si allenta la stretta dei controlli da parte della Corte dei Conti sulle Regioni mentre sopravvivono quasi indenni i tagli al numero di consiglieri e assessori e ai loro emolumenti. Il decreto legge sui costi della politica ha incassato ieri la fiducia dell’Aula del Senato (seppure con soli 194 sì) e si avvia a un esame lampo alla Camera dove oggi l’Esecutivo blinderà di nuovo il testo che ha solo cinque giorni per essere convertito e non decadere. Fra le ultime novità approvate la possibilità per i centri sotto i 20mila abitanti di accedere al Fondo salva-comuni, l’aumento del 50% del prestito per gli enti locali, l’anticipo di cassa di 50 milioni per le Regioni in rosso e, infine, l’estensione agli autonomi dei benefici dati alle imprese delle zone colpite dal sisma dell’Emilia. Nel maxiemendamento non entrano invece le ulteriori misure, pure votate in commissione, pro terremoto: niente da fare quindi per la cosiddetta “busta pesante” e per l’estensione dei benefici alle aziende con danni indiretti. L’impegno è di riparlarne nella legge di stabilità. Ecco le misure principali del dl.
Corte dei Conti, no check preventivo ma sì blocco spesa Regioni. No al controllo preventivo di legittimità sui singoli atti di Regioni ed Enti locali (inizialmente previsto dal dl). La Corte potrà quindi controllare “solo” il bilancio preventivo e il consuntivo ma potrà bloccare un programma di spesa.
Taglio stipendi consiglieri e assessori regionali. I nuovi parametri sono stati individuati sulla base della Regione più virtuosa: i presidenti non potranno guadagnare più di 13.800 euro lordi e i consiglieri regionali più di 11.100.
Sforbiciata assegno fine mandato. Voluta dal Parlamento, arriva poi anche una riduzione di questa voce i cui parametri dovranno essere fissati entro il 10 dicembre.
Stop cumuli indennità e cariche. Non sarà più possibile sommare indennità o emolumenti. Prevista la gratuità della partecipazione alle commissioni permanenti e speciali, con l’esclusione anche delle diarie.
Pagano amministratori e non cittadini. Consiglieri e assessori pagheranno di tasca propria (l’indennità viene dimezzata) se le Regioni non si adeguano ai tagli.
Taglio consiglieri. Entro 6 mesi va attuato quanto previsto dal decreto anti-crisi dell’estate 2011, che taglia il numero di consiglieri e assessori in rapporto al numero degli abitanti.
Anagrafe patrimoniale per consiglieri. I dati dell’anagrafe patrimoniale di consiglieri e assessori saranno resi pubblici sul sito internet della Regione. Anche i gruppi consiliari dovranno pubblicare tutti i contributi ricevuti.
Sindaco via per 10 anni se crea dissesto. La sanzione a carico degli amministratori locali, come i sindaci, che hanno contribuito con dolo o colpa grave al dissesto finanziario è l’incandidabilità per 10 anni. In più, pagano una multa pari a un minimo di 5 e un massimo di 20 volte la retribuzione.
Dimezzate spese grandi gruppi e addio monogruppi. Niente rimborsi ai monogruppi, ai movimenti e ai partiti. I finanziamenti e le agevolazioni in favore dei gruppi consiliari vengono invece tagliati pesantemente: saranno la metà di quelli previsti dalla Regione più virtuosa.
Scure su auto blu e sponsor. Stretta anche per le Regioni per consulenze e convegni, auto blu, sponsorizzazioni, compensi degli amministratori delle società partecipate.
Via vitalizi, pensioni con metodo contributivo. Viene confermata l’eliminazione dei vitalizi e l’obbligatoria applicazione del metodo contributivo per la pensione.
Rimborsi elettorali. Per le elezioni regionali, come per le politiche, i rimborsi vengono interrotti in caso di scioglimento anticipato del consiglio regionale.
Stop trasferimenti a chi non attua stretta. Chi non rispetta le norme si vedrà tagliato l’80% dei trasferimenti dello Stato (ad eccezione di sanità e trasporto pubblico locale).
Scure anche per Lazio, Lombardia e Molise. Le tre regioni che andranno presto alle urne dovranno tagliare le indennità non appena si insedieranno i nuovi organismi.
Fondo per riequilibrio conti Comuni e Province. Le province e i comuni con i conti in rosso approvano un “piano di rientro” in 5 anni, dopo di che ottengono un prestito dallo Stato di 300 euro per abitante. Anche i piccoli comuni, sotto i 20.000 abitanti, possono avere il prestito, e lo può chiedere anche il Commissario di un comune in dissesto sciolto per mafia.
Coppa America. I prestiti ottenuti da un Comune non potranno essere usati per organizzare manifestazioni sportive. Emendamento della Lega contro la Coppa America a Napoli.
Regioni in rosso. Le Regioni in rosso che approvano un piano di rientro potranno avere un prestito di 50 milioni dallo Stato, per pagare i dipendenti e i fornitori.
Comune e mutui. I comuni che estinguono in anticipo i mutui con la Cdp dovranno pagare le penali che non saranno conteggiate ai fini del patto di stabilità.
Equitalia. Comuni e gli Enti locali potranno revocare a Equitalia e alle società partecipate la gestione della riscossione dei tributi.
L’emendamento salva Alessandria. Il comune piemontese potrà avere un anticipo di 40 milioni da restituire in tre anni.
Terremoto Emilia. Arriva la proroga a giugno 2013 per le tasse ma non per i contributi. I benefici per le aziende sono estesi anche agli autonomi.
Imu no profit. Il Regolamento con le norme per l’Imu per il no profit, comprese le scuole paritarie, diventa legge.
Imu per fondazioni bancarie abrogata l’esenzione Imu che i Comuni potevano dare alle Fondazioni Bancarie.
Casinò di Campione. Arriva una spa per gestire la Casa da Gioco, con vigilanza del Ministero dell’Interno.

m.amelia

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