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Entriamo nella folla di Gesù

Entriamo nella folla di Gesù
di Michele Santangelo

pal1Con la Domenica delle Palme ha termine il periodo di preparazione alla celebrazione della Pasqua, durato circa cinque settimane. Chi ha compiuto questo cammino animato dalla fiducia e dalla fede per entrare in un contatto sempre più stretto con la persona del Cristo si sarà anche reso conto che camminare dietro a Lui fa bene, fa bene alla circolazione della vita che è dentro di noi, fa bene alle nostre relazioni umane, fa bene all’anima. La liturgia con cui la Chiesa anima questa domenica è il risultato della combinazione di due tradizioni: quella della Chiesa di Gerusalemme che, fin dal IV secolo, con una processione rievocava l’ingresso trionfale di Gesù nella città santa, e quella della Chiesa di Roma che dedicava questa domenica alla lettura e alla meditazione del racconto della Passione. Il risultato è un rito che da sempre ha richiamato, e continua oggi a richiamare, folle di fedeli a prendere parte con intimo coinvolgimento sia alla processione che alla celebrazione eucaristica che solitamente segue alla prima. Tutte e due le fasi della liturgia di questa domenica e le altre celebrazioni del triduo, sacro per eccellenza, della settimana santa, costituiscono il naturale approdo del percorso quaresimale. Dopo che per tanti giorni abbiamo vissuto il nostro quotidiano con il desiderio di essere più vicini a Dio con la preghiera, con le piccole o grandi rinunzie di cui siamo stati capaci, con il cuore riscaldato dalla fede, dalla speranza e dalla carità, animati e guidati dalla Parola di Dio, ci sentiamo pronti ad unirci alle folle che in tutto il mondo cattolico oggi elevano l’inno di lode: “Osanna al figlio di Davide, Osanna al Redentore, Benedetto colui che viene nel nome del Signore”. È un inno che trova la propria forza e la propria sostanza nel secondo momento della liturgia di questa Domenica delle Palme. Al termine della processione, in chiesa, in un‘atmosfera di velata tristezza e di accorata partecipazione, tutta l’attenzione è calamitata dal racconto della Passione e Morte di Gesù. In esso si rifà viva quella stessa folla che prima, lo aveva acclamato Redentore, stendendo al suo passaggio i mantelli e gridandogli “Osanna”, che vuol dire appunto “aiutaci, salvaci”, anche se Gesù era arrivato sul dorso di un asino e non di un maestoso cavallo, né accompagnato da nerboruti soldati armati di tutto punto. Ma l’evangelista riferisce che Gerusalemme era stata ben avvisata dal profeta: “ Ecco il tuo re, viene a te seduto su un’asina con un puledro figlio di bestia da soma”. Né il profeta Isaia era stato più tenero parlando del Servo di Dio nel quale era adombrata la figura di Gesù. Gli fa dire, infatti: “Ho presentato, la guancia a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi”. Questo, otto secoli prima che ciò realmente avvenisse nella persona del Cristo. La stessa folla, poco dopo fece presto a sostituire il grido di Osanna con quello di “Crocifiggilo”. Quanti cristiani sono pronti a gridare Osanna a parole e poi, nella vita di ogni giorno, si ostinano non solo  ad esclamare Crocifiggilo, ma a mantenerlo sulla croce con l’inganno e la prepotenza perpetrati nei confronti dei più deboli, con il tradimento e la corruzione, come fece Giuda, con la menzogna e la maldicenza, pur sapendo che per tutto questo Gesù “umiliò se stesso, facendosi obbediente fino alla morte e alla mote di croce”. Di quale folla vogliamo far parte? Della prima che riconobbe nel Cristo il proprio Salvatore o della seconda che, vittima, forse, della demagogia dei persuasori occulti o dei sobillatori di professione si fece fiancheggiatore dell’iniquo processo del Sinedrio per mandare a morte Gesù? La scelta di campo è nel potere di ciascuno. Tutto ciò che fu fatto a Gesù: la flagellazione, l’incoronazione di spine, la forma di morte, tra le più infami possibili, sollecitano ad eliminare il male in noi per porci affianco del Servo sofferente e di tutti quelli che per qualunque motivo si trovano sulla sua strada.

I Confronti / Le Cronache del Salernitano

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