Mar. Set 17th, 2019

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Equo compenso, gli editori si defilano dalla Commissione

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Richiesti quattro rappresentanti anziché uno e il nuovo organismo non decolla
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Foto: pauranka.it

Non inizia nel migliore dei modi l’avventura della Commissione che dovrebbe occuparsi dell’equo compenso nel lavoro giornalistico. Ieri, alla prima riunione del gruppo, non era presente il rappresentante che avrebbe dovuto essere nominato dagli editori. In realtà gli editori hanno trasmesso una interpretazione della norma secondo cui avrebbero diritto alla nomina di quattro persone in Commissione e non a una sola. Nei prossimi giorni sarà il Dipartimento Affari Istituzionali a chiarire il punto contestato dagli editori. La risposta del Dipartimento dovrebbe arrivare in un paio di settimane.
Quello di ieri, dunque, è finito per essere una sorta di incontro preliminare della Commissione prevista dalla legge (n.233/2012) approvata lo scorso anno e convocata dal sottosegretario all’Editoria, Paolo Peluffo.
L’organismo collegiale, che si riunisce presso il Dipartimento Editoria della Presidenza del Consiglio, ha il compito di stabilire la proporzione tra remunerazione e quantità e qualità del lavoro non subordinato svolto dai collaboratori di giornali, agenzie, quotidiani telematici ed emittenti radiotelevisive. Ulteriore compito della Commissione è quello di redigere un elenco dei media chiamati a garantire il rispetto delle norme stabilite dalla legge: le testate giornalistiche non previste in questo elenco non potranno accedere ai contributi pubblici in sostegno dell’editoria.
La legge, approvata lo scorso mese di dicembre, prevede che la Commissione per la valutazione dell’equo compenso duri in carica 3 anni e che sia istituita presso il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, che provvede al suo funzionamento con le risorse di cui dispone.
La Commissione è composta da sette membri ed è presieduta dal Sottosegretario all’editoria. Entro due mesi dal suo insediamento, valutate le prassi retributive, la Commissione è chiamata a definire il compenso equo; entro lo stesso termine va redatto , con adeguata pubblicità, l’elenco delle testate giornalistiche che garantiscono l’equo compenso.

(b. r.)

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