Lun. Ago 19th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Ercole, le colonne e la perduta vigilanza

2 min read
Se sino a oggi avete pensato che la Geografia si occupasse di viaggi, esplorazioni, paesaggi, civiltà e nuove scoperte, ebbene preparatevi a cambiare idea! A Milano, tra le sale dello storico Palazzo delle Stelline dov’è in corso il XXXI Congresso Geografico Italiano, si scopre che valli, monti, fiumi, laghi e mari non servono più, sostituiti da punti, linee e nodi del “cyberspazio”, nell’intricata ragnatela di luoghi virtuali, “responsive environments” e città “intelligenti”. La città meneghina d’altra parte si presta bene a simili “geo-speculazioni”: il cablaggio è integrale, anche in metropolitana, dove il collegamento alla rete accomuna gente di tutte le età, colori e razze, concentrata su cellulari, palmari, tablet e assai poco interessata a osservare la banale realtà…
Palazzo delle Stelline-Milano

Fonte: http://www.visitamilano.it

di Dramantino

Palazzo delle Stelline-Milano
Fonte: http://www.visitamilano.it

Se sino a oggi avete pensato che la Geografia si occupasse di viaggi, esplorazioni, paesaggi, civiltà e nuove scoperte, preparatevi a cambiare idea!
A Milano, tra le sale dello storico Palazzo delle Stelline dov’è in corso il XXXI Congresso Geografico Italiano (massimo consesso dei geografi italiani, chiamato a fare il punto sullo stato complessivo della ricerca geografica in Italia), si scopre che valli, monti, fiumi, laghi e mari non servono più, sostituiti da punti, linee e nodi del “cyberspazio”, nell’intricata ragnatela di luoghi virtuali, “responsive environments” e città “intelligenti”.
L’attivo centro meneghino d’altra parte si presta bene a simili “geo-speculazioni”: il cablaggio è integrale, anche in metropolitana, dove il collegamento alla rete accomuna gente di tutte le età, colori e razze, concentrata su cellulari, palmari, tablet e assai poco interessata a osservare la banale realtà…
Il mondo concreto, insomma, non basta più, e i geografi pensano bene di occuparsi di quello “aumentato” dei social network, del geo-web, dei sistemi di barcoding, delle “green” e “smart cities” abitate da cittadini “sensori” e Hitech, in perenne stato di interattività (non si sa sino a che punto vigile) grazie alla vasta gamma delle I.C.T.
Il povero Manzoni, con il suo “ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi…”, è irrimediabilmente superato dalla prolissità del nuovo geo-verbo e dai suoi terrificanti orizzonti linguistici, invalicabili quasi come delle novelle Colonne d’Ercole.
Ma da tanta ostentata “geo-sapienza” emergono evidenti crepe che rivelano debolezze ed equilibrismi di un mondo accademico in crisi, autoreferenziale, con un apparato epistemologico sempre più fragile e inutile.
La Geografia reale esiste ancora, gestisce e controlla uomini e territori, ma vive altrove, come già rilevava alla fine degli anni Ottanta Yves Lacoste, lasciando all’accademia le spoglie della sua antica complessità o le bizzarre vestigia di rinnovate indagini nei cui confronti gli stessi ricercatori appaiono poco convinti o del tutto alienati e i docenti più anziani annoiati e disinteressati.
In questi dotti tentativi di lanciare improbabili sponde per la sopravvivenza di una specie in via di estinzione sembra insomma di cogliere emblematicamente gli ultimi rigurgiti di un mondo accademico asfittico, ininfluente, destinato a scomparire perché superfluo e privo di autentico slancio verso il rinnovamento, più preoccupato di perpetuare le proprie logiche amorali e familistiche (all’insegna della non-meritocrazia) che di avanzare con decisione verso il cambiamento e l’autentica interazione con l’attuale panorama scientifico internazionale.
Forse è allora meglio consolarsi con le “canzoni intelligenti” di Cochi e Renato, quando a Milano c’era il mare e via Torino era tutta uno scoglio…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *