Esuberi e licenziamenti, sciopero dei giornalisti Condè Nast

Esuberi e licenziamenti, sciopero dei giornalisti Condè Nast

condènastScioperano oggi tutti i giornalisti del gruppo Condè Nast. La decisione è stata presa nella giornata di ieri, in segno di protesta contro il licenziamento individuale di un giornalista per motivi economici. Oltre allo sciopero, il comitato di redazione annuncia anche lo stato di agitazione e lo stop agli aggiornamenti dei siti web nei fine settimana.
Il gruppo in Italia edita riviste come Vanity Fair, Vogue, Glamour, Gq, Wired.
L’assemblea dei giornalisti «ha indetto per il 10 maggio uno sciopero di tutte le redazioni – si legge in una nota del Cdr – e ha proclamato lo stato di agitazione con effetto immediato con blocco degli straordinari a oltranza e blocco di aggiornamento dei siti nel weekend».
Alla base dei motivi che spingono le redazioni del gruppo a scioperare c’è un licenziamento individuale per motivi economici e anche la presenza di esuberi nelle diverse testate. La conferma giunge direttamente da una nota del comitato di redazione: «La protesta nasce in seguito alla decisione dell’azienda di avviare una procedura di licenziamento individuale per motivi economici di un collega». A questo si aggiunge la comunicazione «al cdr della presenza di esuberi (non ancora quantificati) in diverse testate, sui quali intende intervenire con una finestra di un mese di incentivi all’esodo e con chiamate individuali di giornalisti identificati come esuberi, nonostante il Cdr abbia chiesto di non procedere con i colloqui individuali».
Crisi sì, ma niente ammortizzatori sociali, come spiega la nota del Cdr: l’azienda «pur avendo spiegato di trovarsi in una situazione di crisi economica e di voler intervenire sugli organici, insiste nel rifiutare di avvalersi degli ammortizzatori sociali previsti dal contratto collettivo e dalla legge e intende invece procedere attraverso trattative individuali o veri e propri licenziamenti individuali».
I giornalisti del gruppo Condè Nast invitano l’editore «a sospendere immediatamente le procedure individuali e ad aprire un tavolo di confronto con i sindacati territoriali e nazionali, come già richiesto dal segretario della Fnsi, per affrontare la crisi e trovare soluzioni condivise».

Barruggi

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