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Faida di Scampia, escalation del conflitto e tentativi di tregua?

Faida di Scampia, escalation del conflitto e tentativi di tregua?

Compaiono gli ordigni bellici nella lotta tra clan a Scampia: un segnale che suscita ovvia preoccupazione, ma c’è anche la possibilità che segni l’avvio di trattative tra i rivali, verso una possibile tregua. E’ la lettura degli ultimi avvenimenti del colonnello Marco Minicucci, comandante provinciale dei carabinieri: «La bomba scoppiata ieri sera e quella inesplosa trovata stamane possono essere lette come una escalation del conflitto. Ma anche come un modo per dire: possiamo colpirvi a casa vostra quando vogliamo, ora fermiamoci perché la spirale della violenza non porta a nulla». La bomba di ieri era stata lanciata al centro di una carreggiata stradale, quella inesplosa in un piazzale deserto. Segnali che potrebbero essere letti nell’ottica dell’avvertimento, pensato per lanciare un segnale violento ma senza colpire direttamente l’avversario come invece successe il 5 dicembre, con la vittima di un agguato inseguita e finita dentro il cortile di una scuola. «Loro stessi – riflettere il comandante dei carabinieri di Napoli – potrebbero, dovrebbero rendersi conto che la guerra, quando si arriva a sparare nei cortili delle scuole o si lanciano bombe nelle strade, non aiuta in alcun modo gli stessi contendenti a prevalere l’un sull’altro. Sono persone sicuramente senza scrupoli, ma abbiano il cervello per pensare. C’è chi dice pentitevi, io dico: ragionate. A cosa porta tutto quello che state facendo?». Al di là degli scenari possibili, Minicucci è convinto della necessità di mantenere l’altissima vigilanza già in corso sul territorio di Scampia: «La presenza delle forze dell’ordine è imponente, la pressione cresce di continuo. E gli ultimi avvenimenti, qualunque sia la loro corretta lettura, ci inducono ad accrescere ulteriormente i nostri sforzi».
«Dopo le bombe, una lanciata a Scampia, l’altra fatta trovare a Secondigliano nei quartieri a Nord di Napoli deve intervenire lo Stato. Qui la gente non ne può più. Ieri sera due bambini che stavano giocando per strada hanno rischiato di morire per un ordigno lanciato da camorristi contro i loro nemici. Non è possibile che la criminalità vada in giro indisturbata a lanciare bombe e poi a ritirarsi incontrastata. Lo Stato deve intervenire, qui ci sentiamo soli». È la dura condanna per l’episodio avvenuto ieri sera in via Labriola, davanti al lotto G del presidente dell’ottava municipalità di Scampia Angelo Pisani. Pisani ha fatto appello alle istituzioni affinche’ intervengano in difesa della gente perbene, dei bambini, delle donne, degli anziani. «Dopo l’agguato nell’asilo Montale -prosegue Pisani- la camorra come se niente fosse ha ripreso per la sua strada. I due clan si stanno combattendo ancora come se niente fosse accaduto. C’è già stata una vittima innocente in questa faida infinita ma il rischio e’ che altre persone perbene, innanzitutto bambini rischino di rimetterci la vita per vicende che non li riguardano».

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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