Fallimento Eav 2 / Adesso rischiano anche Circum, Metro e Sepsa

Fallimento Eav 2 / Adesso rischiano anche Circum, Metro e Sepsa

Dopo il fallimento dell’EavBus aumentano le difficoltà anche per le altre tre società che con EavBus fanno capo a Eav holding. Per l’anticipo del tfr ai dipendenti prepensionati, infatti, Circumvesuviana avrebbe un debito di 12 milioni con Eav, tre milioni per Sepsa e circa settecentomila per MetroNapoli Nordest. I sindacati sono sul piede di guerra: «Il fallimento di EavBus – spiega Giuseppe Esposito della Cisl in una dichiarazione apparsa oggi sul Mattino – avrà l’effetto di coinvolgere anche Circumvesuviama, Sepsa e MetroNapoli NordEst in quanto le stesse hanno debiti verso EavBus per circa sedici milioni. Pertanto il curatore va al recupero verso queste aziende con le conseguenze del caso. Ritengo impossibile che si possa arrivare ad un fallimento in questo modo senza che ci sia malafede da parte di chi gestisce il trasporto pubblico. Dall’assessore Vetrella, agli amministratori e ai dirigenti. Questa è una storia dove ci sono molti responsabili che devono pagare». «Quello che è successo è gravissimo – spiega ancora Esposito, segretario regionale della Fit Cisl – mi sento di dire, anzi di urlare che ci hanno preso in giro, che vedo tantissima malafede nei comportamenti di questi mesi. A pensar male si fa peccato ma non è possibile che si arrivi ad una sentenza di fallimento per un debito di soli 600mila euro e che non si presenti opposizione. Si gioca con la vita di milletrecento persone e delle loro famiglie. Adesso è il momento di uscire allo scoperto e trovare i responsabili di quanto accaduto».
Traspare disorientamento tra le rappresentanze sindacali dei trasporti campani: «C’è molta confusione e ancora non si conoscono i contorni precisi della vicenda – afferma Vincenzo Esposito della Uil trasporti – fino a qualche ora fa ci trovavamo di fronte al dramma degli stipendi non pagati. Ora c’è questo».
«Avevamo trovato anche i soldi per pagare gli stipendi. Questa notizia arriva come un fulmine a ciel sereno, tutto mi sarei potuto aspettare adesso tranne che una notifica di fallimento». Roberto Pepe è stato, fino alla nomina del commissario liquidatore Paolo Como, amministratore unico di EavBus. Nelle sue parole c’è lo sconcerto per una situazione che sarebbe paradossale se non fosse drammatica. Infatti l’emergenza per i circa milletrecento dipendenti era, fino a ieri mattina, lo stipendio che tardava ad arrivare. C’erano state frenetiche consultazioni e nel primo pomeriggio era arrivata la notizia di uno spiraglio: i soldi per le retribuzioni potevano essere trovati. Anche a breve, anche in queste ore. Poi la situazione è letteralmente precipitata, precisamente alle 17.30 quando il curatore ha bussato alle porte di EavBus e ha posto i sigilli.

m.amelia

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