Mer. Lug 17th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

EavBus, dalla Regione 4,5 milioni per stipendi e carburante

2 min read
Boccata d'ossigeno, rimane aperto il tavolo della discussione anche sui 250 dipendenti in esubero

La Giunta regionale della Campania che si è svolta ieri sera ha scongelato 4,5 milioni necessari a pagare i dipendenti della fallita EavBus e dato il via libera al comodato per garantire il proseguimento del servizio di trasporto pubblico. E’ stata quindi approvata la deliberazione assunta dalla Regione (in qualità di socio) con cui si è autorizzata Eav holding ad assumere in comodato gratuito EavBus per 30 giorni «al fine di assicurare continuità e regolarità del servizio». Ok anche alla modifica integrativa dell’oggetto sociale della honding, «per far sì che la stessa possa esercitare provvisoriamente il servizio di trasporto effettuato da EavBus». Il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro non commenta la lettera inviata dall’ex amministratore unico di EavBus Roberto Pepe che getta ombre di una parentopoli nelle assunzioni, evocata da Pepe con tanto di annuncio di denuncia in Procura. Per l’attuale Giunta sarebbe una questione che riguarda assunzioni della passata gestione politica.
Sbloccati i fondi, restano da tranquillizzare i lavoratori che temono per il proprio posto di lavoro e che ancora non vedono pagati gli stipendi. Se i dipendenti EavBus sono stati letteralmente paralizzati dalla mancanza di mezzi per garantire il servizio, gli altri lavoratori attendono garanzie sulla puntualità degli stipendi e sulle prospettive organizzative.
I sindacati perciò tengono aperto il tavolo con la Regione. È stata infatti recapitata al manager Nello Polese, al direttore generale Valeria Casizzone e agli amministratori unici delle società su ferro Gennaro Carbone (Circumvesuviana), Alfonso Cecere (Sepsa) e Antonio Napoletano (MetroNapoli Nord-Est) una lettera di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil trasporti e Ugl trasporti.
Una sorta di ultimatum in cui si indica al 7 dicembre il termine «degli esiti di confronti, negativi o positivi che siano». Diversi i punti su cui aprire la discussione: il monitoraggio dei costi generali con la razionalizzazione dei servizi ma anche la definizione degli esuberi. Dovrebbero essere 250 i dipendenti interessati da incentivi per lasciare il lavoro, non tutti si aggancerebbero direttamente alla pensione con la prospettiva di utilizzare sostegni economici per «coprire» gli anni che li separano appunto dalla pensione. Secondo aspetto è quello degli eventuali contratti di solidarietà che potrebbero scattare da gennaio; una mazzata per i dipendenti che, però, potrebbero provare a vedere il bicchiere mezzo pieno pensando ad una maggiore sicurezza di ricevere lo stipendio (decurtato) con puntualità e in un’azienda avviata al risanamento. «È nostro convincimento – scrivono i sindacati – che occorre intervenire sugli aspetti economici generali, rivedendo così spese, esternalizzazioni, consulenze».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *