Fallimento EavBus 4 / Lavoratori pronti a presidiare la Regione

Fallimento EavBus 4 / Lavoratori pronti a presidiare la Regione

Dopo la decisione del Tribunale fallimentare di Napoli e la società di trasporto su gomma del Gruppo Eav, holding regionale del settore, ha nominato l’avvocato Michele Sandulli, docente di diritto commerciale, per ricorrere contro la sentenza. Sandulli, secondo quanto si apprende, nominato dai commissari liquidatori Paolo Como e Roberto Pepe, starebbe valutando la possibilità di eccepire un difetto di notifica per quanto riguarda la presentazione dell’istanza di fallimento da parte dei fornitori di cui l’azienda non era stata messa al corrente. In questo caso, se così fosse andrebbero a decadere anche gli effetti della sentenza. I due fornitori dell’Eavbus sono Nitida e Nuova Sicom per un totale di 600mila euro di credito che vantano nei confronti dell’azienda. Sempre secondo quanto si apprende, Nitida, però, tempo fa, avrebbe raggiunto con Eavbus un accordo transattivo. L’azienda ha dichiarato un deficit di bilancio, per gli anni 2011 e 2012 di 39 milioni di euro. Intanto, il governatore della Campania Stefano Caldoro avrebbe convocato i vertici aziendali ed i rappresentanti sindacali per affrontare il problema, e sotto la sede della Giunta regionale della Campania si starebbero radunando anche i lavoratori della società che rischiano davvero grosso. Sono circa 1300 i dipendenti della EavBus.
Tutelare i lavoratori e l’attività di trasporto pubblico locale dell’Eavbus. Su questi due aspetti si concentra nell’immediato l’impegno della Regione Campania, spiega il presidente Stefano Caldoro, a poche ore dalla sentenza del Tribunale fallimentare di Napoli nei confronti dell’azienda di trasporto su gomma operante nelle cinque province della Campania. «Bisogna capire – spiega Caldoro – il perché di questa istanza di fallimento così veloce e senza una discussione con la controparte, pensando anche al fatto che qualche giorno fa, per un’altra azienda della Regione, lo stesso tribunale ha ritenuto di non poter procedere sul fallimento». «In questi 15 anni – ha ricordato Caldoro – sono stati accumulati debiti che sono stati pagati con ulteriori debiti. Finito quel mondo, ora nessuno può più pagarli e restano lì. Si può risanare, come abbiamo tentato di fare noi negli ultimi 2 anni con risultati straordinari sui conti riducendo il debito, ma non è sufficiente. Abbiamo dato mandato alla struttura commissariale di risanare, di pagare parte del pregresso per recuperare in termini di produttività e di costi standard, un lavoro fatto anche con i sindacati. Ma con questa sentenza la strada si è interrotta, dobbiamo riprenderla». Il governatore campano vuole rassicurare i lavoratori: «Ho annullato tutti i miei impegni dei prossimi giorni, già dalla scorsa notte stiamo lavorando con tutta la struttura della holding per dare una risposta immediata. Dobbiamo tutelare i lavoratori e le attività dell’impresa che sono di trasporto pubblico locale, quindi a garanzia del servizio per l’utente, su questi due temi c’è l’impegno della Regione».
Non ci sta ad essere il capro espiatorio l’assessore regionale ai trasporti Sergio Vetrella. «Chiedo che si accertino al più presto le responsabilità nell’incredibile vicenda che ha portato all’emanazione di una sentenza di fallimento dell’Eavbus in contumacia, ossia senza che la stessa azienda si sia difesa in tribunale. Una questione gravissima, che rischia di vanificare del tutto il lungo e complesso lavoro che la Regione stava portando avanti per risolvere la crisi, e dare un futuro certo ai lavoratori e ancor più ai servizi di trasporto su gomma per i cittadini». E’ quanto dichiara oggi l’assessore. «Eppure – continua Vetrella – una soluzione era stata trovata. Nonostante avessimo trasferito già da tempo come sempre regolarmente le risorse alle Province e ai Comuni capoluogo che gestiscono i trasporti su gomma, si è dovuto intervenire, su mio impulso, per anticipare a quest’anno dieci milioni previsti per il 2013, per regolarizzare i pagamenti contributivi delle aziende del gruppo e per consentire il pagamento degli stipendi dei dipendenti di Eavbus». «Venendo poi ad alcuni rappresentanti del centrosinistra che chiedono le mie dimissioni – continua Vetrella – rispondo che non ci sto a fare da capro espiatorio di una situazione di sfascio totale del settore dei trasporti che proprio loro, con le dissennate passate gestioni, hanno creato e fatto crescere negli anni senza muovere un dito, e anzi moltiplicando sprechi e clientele, a danno dei cittadini utenti e contribuenti e dei lavoratori onesti delle aziende. Non ci sto a questo gioco, che è solo un patetico tentativo di nascondere le proprie responsabilità, e di colpire chi ha avviato finalmente un intenso e rigoroso lavoro di risanamento e di cancellazione dei privilegi del passato, mentre i servizi per la mobilità peggioravano di anno in anno».

m.amelia

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