Fallimento EavBus 7/ Oggi Caldoro prova a convincere i giudici

Fallimento EavBus 7/ Oggi Caldoro prova a convincere i giudici

Oggi il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro e i manager dell’Eav contatteranno il giudice fallimentare Aldo Ceniccola e la curatela fallimentare (composta da Maurizio Siciliani e Sergio Sciarelli). I “contatti” tra i vertici regionali ed i giudici potrebbero servire a garantire l’esercizio provvisorio fino alla sentenza della Corte d’Appello in cui il fallimento potrà essere cancellato o confermato. Ma tutte le carte devono essere a posto. Deve partire, prima di tutto, il ricorso dei manager Eav.
E soprattutto ci devono essere le garanzie da mettere sul piatto: i 4,5 milioni che serviranno per garantire la regolarità degli stipendi, pagando logicamente gli arretrati. La Regione dovrà poi dimostrare la copertura per quanto riguarda i contratti di servizio, una cifra non lontana dai sette milioni.
Successivamente, nel pomeriggio, il presidente della Giunta regionale, gli assessori Nappi e Vetrella, Polese e Como incontreranno i segretari generali e i rappresentanti delle categorie. Si definiranno le forme dell’affido temporaneo. La soluzione più probabile è il ritorno alla situazione ante EavBus, cioè Circumvesuviana, Sepsa e MetroNapoli NordEst (ex Alifana) riprenderebbero in carica le linee e gli autobus, il tutto sotto l’ombrello di Eav holding, garante dell’operazione.
Il presidente Caldoro ha anche spiegato: «C’è un indebitamento di 600 milioni non confutato da nessuno e prodotto in vent’anni, e soprattutto negli ultimi quindici. Dal 2010 è stata bloccata la crescita del debito ed è stata avviata una politica di risanamento e di rigore. Ma sappiamo che non basta ed è per questo che insistiamo perché il fondo di garanzia sia esteso alle Regioni. Il governo sta compiendo una scelta politica, ha scelto un interlocutore, ha deciso di avere rapporti solo con i Comuni. Credo – insiste Caldoro – che sia una scelta sbagliata, irragionevole e penalizzante per chi, come la Campania, ha le carte in regola per accedere a certe forme di garanzia. Se il fondo non dovesse essere esteso alle Regioni non ci sono alternative. Senza soldi di casi Eav ce ne saranno uno dietro l’altro».

m.amelia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *