Fallimento EavBus 9/ Si tenta il salvataggio e indaga la Corte dei conti

Fallimento EavBus 9/ Si tenta il salvataggio e indaga la Corte dei conti

Fallimento dell’EavBus, possibile un accordo per l’affitto del ramo d’azienda per un periodo limitato (stimato in circa 30 giorni) per avviare un percorso di risanamento delle posizioni debitorie della società, al quale lavorerà la Regione coinvolgendo anche istituzioni finanziarie come l’Abi, l’associazione delle banche italiane. Intanto, la Corte dei Conti pare abbia aperto un fascicolo sul caso EavBus. Troppo alti gli stipendi dei manager della società di trasporti. La denuncia è partita dalla segretaria della Cisl, Lina Lucci, che in una lettera al procuratore regionale campano della Corte dei Conti, Tommaso Cottone, e al presidente, Luigi Giampaolino, chiede alla magistratura contabile di intervenire. «Devono spiegarci – ha dichiarato la Lucci – come sia possibile che a distanza di due anni dall’insediamento di una nuova giunta non sia stato presentato alcun piano e che il settore continui a maturare un altissimo livello di indebitamento». Quello dell’Eav è un capitolo ancora aperto. Nella holding ci sono 27 manager che guadagnano complessivamente 3 milioni e mezzo l’anno. Troppi secondo i sindacati e secondo i dipendenti che, nei giorni scorsi, hanno distribuito degli stampati dove spicca la lista con i nomi dei dirigenti e le loro retribuzioni. Stipendi che, in molti casi, superano i 180mila euro l’anno. Paradossale se si pensa che in questi ultimi due anni la partecipata non ha pagato i contributi ai dipendenti accumulando 127 milioni di debiti e che le buste paga dei lavoratori hanno subìto numerose decurtazioni. Ma l’opposizione continua ad attaccare il presidente Caldoro: «Siamo dinanzi ad un terremoto per il trasporto pubblico locale: il fallimento dell’Eavbus e dell’Acms – Caserta, e le difficoltà nelle altre province stanno privando i cittadini del diritto alla mobilità. Inoltre la cancellazione di Unico Campania peserà ulteriormente sulle tasche degli utenti e metterà in ginocchio le società». A dichiararlo in una nota congiunta sono Enzo Amendola, segretario regionale del Pd Campania, e Gino Cimmino, segretario provinciale Pd Napoli. «Il Pd continuerà nella sua battaglia per chiedere alla Regione di adottare provvedimenti immediati anche per la salvaguardia dei posti di lavoro, la convocazione di un Consiglio regionale monotematico, come ha fatto questa mattina il capogruppo Umberto Del Basso De Caro, e la rimozione immediata per manifesta incapacità dell’assessore regionale Sergio Vetrella, come facciamo ormai inascoltati da mesi», aggiungono Amendola e Cimmino. «Ci preoccupa il futuro delle aziende della mobilità napoletana. E’ evidente che l’amministrazione comunale dovrebbe chiedere chiarimenti e interventi urgenti alla giunta regionale e al presidente Stefano Caldoro, perché se continuerà la guerra di Vetrella al trasporto pubblico è chiaro a tutti il rischio che corrono le aziende pubbliche nel capoluogo e le ripercussioni che si verificheranno nell’area metropolitana», concludono.

m.amelia

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