Fallita l’EavBus. Trasporti nel caos in Campania, nessuno sapeva nulla

Fallita l’EavBus. Trasporti nel caos in Campania, nessuno sapeva nulla
foto il Denaro

Fallita l’EavBus, a rischio 1300 dipendenti. Ed ora il fallimento della società di trasporto potrebbe coinvolgere anche Circumvesuviana, Sepsa e Metrocampania NordEst. Ieri è stata notificata la sentenza di fallimento per 600mila euro, sono finiti ai sigilli uffici, archivi e cassaforte. Il rischio per Circumvesuviana, Sepsa e Metrocampania NordEst è concreto dato che queste tre società di trasporto campane hanno un debito nei confronti di EavBus di circa sedici milioni. Per il momento l’unica notizia buona è che gli autobus cammineranno ancora perché non è possibile interrompere un pubblico servizio anche se il rischio che la paralisi, per cause di forza maggiore, arrivi da un momento all’altro.
L’epilogo tragico della vicenda EavBus impone di fare un salto indietro e capire come si sia arrivati al fallimento della società. Fallimento con giallo, perché pare ci siano dei problemi di notifica. A febbraio di quest’anno due società fornitrici di servizi, la Nitida e la Nuova Socom, hanno presentato un’istanza di fallimento per il debito maturato nei confronti dell’EavBus. Si tratta di aziende di pulizie che da anni lavoravano sui bus. La Nitida trova modo di transare il debito e almeno questo documento è saltato fuori ieri. È rimasta aperta la vertenza della Nuova Socom che, vantando un credito di 600mila euro nei confronti della società di trasporti, ha portato alla sentenza di fallimento. A luglio Eav holding, capofila di quattro aziende di mobilità, invia una nota ai manager chiedendo esplicitamente se ci fossero procedure giudiziarie o, peggio, di fallimento in atto. Il dossier preparato da EavBus non contiene alcun riferimento a questa vicenda. Non si parla di notifiche, né di istanze di fallimento.
Il processo va avanti ma EavBus prosegue nella sua strada di risanamento con la nomina, a metà ottobre, di Paolo Como, esperto di diritto civile, commerciale e tributario, come nuovo amministratore unico di EavBus. L’amministratore, la cui nomina scade il 31 dicembre prossimo, ha il mandato di predisporre un’approfondita «due diligence» della società, al fine di consentire al socio unico di ottenere i necessari elementi di valutazione per la riorganizzazione o soppressione della società. Un commissario per il risanamento che, però, si ferma ieri dinanzi alla sentenza e agli uffici sbarrati dai sigilli.
Intorno alle 17.30 il curatore nominato dal tribunale di Napoli (atto firmato dal magistrato Aldo Ceniccola) si è presentato nella sede legale della società di trasporti, in via Nuova Agnano. Non ha trovato nessun dirigente, solo un usciere che ha visto affiggere la sentenza firmata dal giudice e sbarrare le stanze. In sede si precipitano il legale rappresentante e liquidatore Paolo Como, l’ex amministratore unico Roberto Pepe e il manager di Eav holding, Nello Polese.
Prendono atto della tremenda notizia e si scatena la ricerca delle carte. Secondo EavBus, infatti, non ci sarebbe stata la notifica dell’istanza di fallimento. Il primo dato che balza agli occhi in questa vicenda è che la sentenza è stata emessa in contumacia, senza che EavBus presentasse opposizione. Ma la prima contraddizione è che è difficile che una sentenza di fallimento di un’azienda pubblica sia pronunciata senza contraddittorio e senza accertarsi dell’avvenuta notifica. Difficile credere che la notifica, come sostiene EavBus, non sia stata mai ricevuta.

m.amelia

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