Lun. Giu 17th, 2019

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Famiglia Cristiana attacca Cl e Monti: è baratro, altro che ripresa

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La crisi è una cosa, la crisi mediatica ne è un’altra. Sono mesi, infatti, che si alternano analisi catastrofiche a prospettive rosee. Tra le une e le altre a volte intercorrono 24 ore, da un’uscita all’altra magari dello stesso giornale. E il sospetto è venuto a Famigli Cristiana che, in un editoriale al fulmicotone, attacca frontalmente Comunione e Liberazione (altra guerra nella stessa casa) e il presidente del Consiglio Mario Monti, che ha avuto parole rassicuranti sul futuro dell’economia nel discorso di giorni fa all’annuale Meeting di Cl. Monti, in particolare, aveva detto che ora intravede l’uscita dalla crisi. Secondo il settimanale dei Paolini, invece, siamo in piena crisi così come lasciano intendere i numeri.
Foto: rainews24.it

La crisi è una cosa, la crisi mediatica ne è un’altra.
Sono mesi, infatti, che si alternano analisi catastrofiche a prospettive rosee. Tra le une e le altre a volte intercorrono 24 ore, da un’uscita all’altra magari dello stesso giornale. E il sospetto è venuto a Famigli Cristiana che, in un editoriale al fulmicotone, attacca frontalmente Comunione e Liberazione (altra guerra nella stessa casa) e il presidente del Consiglio Mario Monti, che ha avuto parole rassicuranti sul futuro dell’economia nel discorso di giorni fa all’annuale Meeting di Cl. Monti, in particolare, aveva detto che ora intravede l’uscita dalla crisi. Secondo il settimanale dei Paolini, invece, siamo in piena crisi così come lasciano intendere i numeri.
“Sembra che a Rimini si applauda non per ciò che viene detto ma solo perché chi rappresenta il potere è lì a rendere omaggio al popolo di Comunione e Liberazione”.
Forti, sprezzanti i toni del settimanale cattolico con il premier, in risposta ai tanti articoli che hanno evidenziato, sulla stampa quotidiana, l’accoglienza riservatagli dai ciellini. Gli applausi? “Tutti gli ospiti del Meeting, a ogni edizione, sono stati sempre accolti così, da Cossiga a Formigoni, da Andreotti a Craxi, da Forlani a Berlusconi. Qualunque cosa dicessero. Poco importava se il Paese, intanto, si avviava sull’orlo del baratro sul quale continuiamo a danzare. Questa non ci sembra garanzia di senso critico, ma di omologazione da cui dovrebbe fuggire ogni giovane e che rischia di trasformare il Meeting di Rimini in una vetrina: attraente ma pur sempre autoreferenziale”.
Per Famiglia Cristiana non è affatto vero che stiamo uscendo dalla crisi. L’Italia è “un Paese con il freno a mano tirato”. “Ma quali provvedimenti – si chiede il settimanale – stanno creando lavoro e contrastando la disoccupazione giovanile?”. Il settimanale considera l’Italia stremata. “Dieci milioni di famiglie tirano la cinghia. La disoccupazione è al 10,8 per cento. Solo un italiano su tre ha un posto di lavoro a tempo indeterminato… Gli occupati in Italia sono 450mila in meno che nel 2007. In altri termini, su una popolazione di 60,8 milioni di residenti soltanto il 36,8 per cento (2 milioni) lavora”.

 

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