Lun. Ago 19th, 2019

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Festa di San Gennaro a New York ma con la “ricetta” Giuliani

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Rigorosi controlli sui comitati per tener lontana la mafia dai festeggiamenti un tempo “in odore”

Foto: thenewyorkcityminute.com

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Giovedì scorso si è aperta nella Little Italy di New York la 86ma edizione della Festa di San Gennaro. La kermesse religiosa e commerciale proseguirà fino al 23 settembre. La Festa si concentra in quella area un tempo nota come Little Italy, densamente popolata da immigrati siciliani e napoletani sino alla metà degli anni ‘60 del secolo scorso, quando gli italiani residenti investiti da un nuovo benessere iniziarono ad uscire dalle anguste case dell’area bassa di Manhattan, oggi di gran moda, per trasferirsi nei ricchi e spaziosi sobborghi del New Jersey e di Long Island. Pochi i residenti italiani rimasti, i proprietari dei ristoranti, qualche caffè, qualche vecchietto ed alcuni negozi di souvenir italoamericani con le immancabili magliette di Marlon Brando che recita nel Padrino di Francis Ford Coppola. Della grande area italiana proprio a ridosso della Chinatown newyorkese sono rimaste solo tre strade, le altre sono state fagocitate dalla comunità cinese e dai sui commerci. La stessa chiesa del Preziosissimo Sangue, costruita da emigrati italiani, che ospita la statua di San Gennaro, durante l’anno è frequentata prevalentemente da cattolici cinesi o asiatici, per poi ritrasformarsi in chiesa italiana a ridosso della celebrazione del santo partonopeo. Non solo la chiesa del Preziosissimo Sangue ridiventa italiana, ma un intero quartiere si rianima di italianità. Ad ogni angolo compaiono chioschi che vendono, pizze, gelate, panzarotti, tutti i tipi di bevande, i ristoranti italiani aprono i loro stand sulle strade delle festa. Si calcola che negli undici giorni di festa circa tre milioni di visitatori attraversano le strade della Little Italy di NY. Tanti arrivano da molto lontano: dalla Pennsylvania, dall’Ohio, dal Connecticut, qualcuno persino dalla California e dal Colorado. La festa di San Gennaro a New York per tanti italoamericani diventa anche un momento per rivedere la storia dei loro avi che quando approdarono negli Stati Uniti e si fermarono più o meno a lungo in quella enorme enclave italiana. Ora la comunità italoamericana risiede in ogni angolo d’America, ma in tanti ancora ricordano I tempi e le difficoltà vissute all’arrivo nel Nuovo Mondo.
Intorno alla Festa di san Gennaro per anni si sono spesi fiumi di inchiostro e polemiche circa il presunto controllo della festa da parte della mafia italiana di New York. Vero, falso? Di certo per anni i politici ed importanti personalità pubbliche di New York si sono tenute lontane dalla festa. La svolta avvenne nel 1997 con Rudolph Giuliani sindaco di New York. Con un gesto improvviso quanto inaspettato, Giuliani decise di cancellare la Festa se dal comitato organizzatore non fossero usciti alcuni personaggi ritenuti vicini alle famiglie mafiose di New York ed inoltre chiese di avere controllo totale sul comitato organizzatore inserendoci alcuni suoi uomini fidati. Ci fu un lungo braccio di ferro tra il sindaco ed il comitato organizzatore, ma Giuliani rimase irremovibile: “Se non si rivede la composizione del comitato organizzatore: io cancello la festa”. Alla fine la spuntò il sindaco della tolleranza zero. Non solo la festa si fece, ovviamente l’attenzione mediatica portò dei benefici notevoli in termini di visitatori e di copertura mediatica. Il risultato fu straordinario. Il nuovo comitato lavorò pro bono (senza chiedere nemmeno il classico rimborso spese). Risultato: il comitato organizzatore riuscì a tirar su una somma di oltre un milione di dollari che venne donato alla Diocesi di New York ed utilizzato per riparare e sovvenzionare le scuole cattoliche della città. La festa riacquistò una straordinaria credibilità e tanti sospetti su infiltrazioni mafiose vennero cancellate. Oggi Giuliani non è più sindaco di New York, di quel comitato creato ad hoc dal sindaco sceriffo diversi personaggi sono in pensione o si dedicano ad altro. La festa continua, richiama turisti e devoti da tutti gli Stati Uniti, esiste un nuovo comitato organizzatore trasparente e pubblicamente conosciuto. Di certo la presa di posizione di Giuliani è servita a far cambiar tono alla Festa di San Gennaro.

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