Mar. Lug 16th, 2019

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“Festival a casa del boss” fa tappa a Salerno per parlare di camorra

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Giovedì sera l’autore Pietro Nardiello discuterà del suo libro con Andrea Manzi e Pino Vuolo

Italia e mafia. Un binomio legato non solo a una ristretta fetta geografica del nostro Paese; ma sempre più un fenomeno nazionale.
Le mafie, in tutta la Penisola, rappresentano oramai un interlocutore di cui, stando agli ultimi casi di cronaca, una grossa fetta della politica non può fare a meno. Ciononostante la maggioranza delle persone continua a voler dare la colpa solo a qualche mela marcia e a voler considerare le mafie come puro e semplice problema di espressione geografica.
Se ne discute a Salerno, una città che, da questo punto di vista, a molti sembra lontana anni luce dalle realtà di altre zone della Campania. Ne parlano il giornalista e scrittore salernitano Pietro Nardiello – giornalista freelance, che collabora con Articolo21.org e la redazione napoletana di Repubblica – in occasione della presentazione del suo libro “Il Festival a casa del boss” assieme al giornalista Andrea Manzi, direttore del blog quotidiano I Confronti, con Pino Vuolo, articolista de La Città, e Nicola Vernieri, del gruppo “I figli delle chiancarelle”.
Gli introiti della vendita del libro saranno devoluti in beneficenza all’associazione “Resistenza Anticamorra”, coordinata da Ciro Corona, per la realizzazione di un ristorante/pizzeria sociale a Scampia; un locale in cui lavoreranno i giovani del territorio, ragazzi minorenni in attesa di giustizia e condannati a scontare pene alternative al carcere.
L’appuntamento è per giovedì 18 ottobre alle ore 20 al Bar Verdi in piazza Matteo Luciani a Salerno.
Con il libro “Il Festival a casa del boss”, Nardiello racconta l’esperienza del Festival dell’Impegno Civile, rassegna organizzata con il Comitato don Peppe Diana e realizzata esclusivamente nei beni confiscati alla camorra. Con questo libro Nardiello illustra i motivi per cui è nato il Festival, voluto dal Comitato don Peppe Diana e ispirato dalle proposte intavolate dal sacerdote che fu assassinato nella sagrestia della sua Chiesa a Casal di Principe. Il libro rappresenta un’opportunità per dare uno sguardo su territorio e attualità e su temi come la cultura, la politica, la scuola, l’economia, la religione, la musica e lo sport; temi sui quali è fondamentale confrontarsi per costruire un futuro diverso. È un momento di speranza per una società che ha bisogno di una rivoluzione culturale per sconfiggere l’illegalità. Il volume è corredato da interviste a magistrati, giudici, artisti, sacerdoti e sociologi che, negli anni, hanno partecipato alla rassegna. La riflessione, ovviamente, investirà anche i luoghi dove il libro si presenta: quindi, la tappa salernitana sarà un’occasione per un’analisi sulla cultura mafiosa e sul gap di libertà che travaglia da tempo anche la società salernitana, al centro di molte inquietudini soprattutto in considerazione dei legami emersi tra ceto politico e gruppi criminali.
Per questo libro, Nardiello, nell’ambito della ventesima edizione del Premio Internazionale Città di Pomigliano d’Arco, ideato dalla poetessa Tina Piccolo, riceverà il premio alla carriera “per meriti culturali e sociali come proficuo insegnamento per le generazioni future”.

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