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Fiat non assumerà nessuno e vuole mandare in mobilità i 19 Fiom

Fiat non assumerà nessuno e vuole mandare in mobilità i 19 Fiom

È terminato con un nulla di fatto il secondo incontro tra i vertici della Newco fabbrica Italia Pomigliano ed i sindacati firmatari dell’accordo del 2010 per discutere delle 19 procedure di mobilità annunciate dal Lingotto lo scorso 31 ottobre. La riunione è terminata senza alcuna firma di accordo o di disaccordo per «poter riflettere anche nei prossimi giorni per trovare soluzioni alternative» hanno poi spiegato i segretari di Fim, Uilm, Fismic e Ugl. «Abbiamo chiesto il rispetto dell’accordo del 2010 – ha sottolineato Leonardo Burno della segreteria nazionale della Fim – e cioè che tutti quanti siano assunti in Fip. L’azienda ci ha ripresentato la proposta di chiusura delle procedure ma noi non abbiamo ritenuto opportuno firmare in quanto bisogna aprire un confronto con l’azienda nell’ambito del quale tener conto anche dei 19 che rischiano la mobilità e che devono essere considerati come gli altri 1300 ancora in cassa integrazione». Secondo prassi adesso ci sono ancora 30 giorni di tempo per trovare soluzioni alternative alla mobilità durante i quali l’ufficio regionale del lavoro potrebbe cercare una mediazione tra le parti per addivenire ad un accordo. Se entro il 14 gennaio 2013 non si troverà una soluzione l’azienda potrà procedere alla messa in mobilità degli operai. Intanto, sebbene non lo dichiarino apertamente, i più preoccupati per i 19 provvedimenti di mobilità annunciati da Fabbrica Italia Pomigliano, sono proprio i 19 operai della Fiom assunti lo scorso 28 novembre su decisione della Corte d’Appello di Roma, che temono di essere loro a rischiare il licenziamento per il criterio di anzianità di servizio. All’uscita dal proprio turno dai corsi di formazione, i 19 uomini di Landini si sono incrociati con i segretari e le rsa di Fim, Uilm, Fismic e Ugl, che avevano appena terminato l’incontro con i vertici aziendali sulle procedure di mobilità con un nulla di fatto. «Abbiamo ribadito la nostra posizione – hanno spiegato i sindacalisti – non firmeremo per i licenziamenti. Nessuno deve essere messo fuori, ed anzi tutti devono essere assunti in Fip». Ma l’affermazione non ha tranquillizzato gli operai della Fiom, i quali hanno sottolineato il fatto che se l’azienda mantiene la propria posizione «non ci saranno assunzioni per i prossimi sei mesi». «Sappiamo che i primi a rischiare la mobilità saremo noi – hanno affermato – ma a questo punto è lecito pensare che l’azienda non abbia alcuna intenzione di assumere più nessuno, perché con la mobilità si preclude la possibilità di assumere per i successivi sei mesi. E ci sono ancora oltre 2300 persone che attendono di passare con la newco». I 19 operai (i primi dei 145 della Fiom che l’azienda deve assumere entro metà aprile per risanare quella che i giudici hanno ritenuto essere «discriminazione sindacale»), hanno anche partecipato alla loro prima assemblea nella newco, quella convocata dai sindacati firmatari dell’accordo: «Un gruppo di dipendenti ci ha raggiunti nella sala dove stavamo seguendo il corso di formazione – hanno aggiunto i lavoratori – e ci hanno comunicato che erano stati chiamati per l’assemblea. Ma a parte chiacchierare tra noi, non ci sono stati interventi di discussione».

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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