Fiat Pomigliano ferma, ancora Cig fino ad ottobre

Fiat Pomigliano ferma, ancora Cig fino ad ottobre

Dopo le ferie estive niente rientro a lavoro per gli operai della Fiat. Nuovo stop alla produzione di auto presso lo stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco. Ci sarà, infatti, una nuova Cig per i dipendenti del “Giambattista Vico” dal 24 al 28 settembre e dall’1 al 5 ottobre. A comunicarlo alle organizzazioni sindacali la direzione dell’azienda. La causa all’origine dello stop di produzione viene addebitata alla persistente situazione di crisi del mercato automobilistico italiano ed europeo. Un annuncio che arriva proprio nel giorno della ripresa della produzione allo stabilimento Fiat di Cassino, nel frusinate dopo un mese di stop per ferie e cassintegrazione. I 3900 operai sono tornati in fabbrica ma fino a dicembre si rischia di lavorare non a pieno regime. Anche nello stabilimento laziale sono previsti, tra settembre e ottobre, tre giorni di lavoro a settimana e due di cig in seguito al calo di vendite dell’azienda torinese. Tra i sindacati restano timori e preoccupazioni, soprattutto per la mancata produzione di nuovi modelli. Nello stabilimento di Cassino si producono ogni giorno 780 vetture, di cui 520 Giuliette, 100 Bravo e 150 Delta, ma sono vetture che accusano “stanchezza” sul mercato. Le organizzazioni sindacali parlano di “futuro nebuloso” e di “incertezza”. Nelle ultime settimane i timori sul futuro del sito industriale con l’ipotesi di accorpamento con Pomigliano (poi smentita dall’ad di Fiat Sergio Marchionne in un incontro a Torino con i sindacati) ha scatenato mille polemiche e nette prese di posizioni a tutela della fabbrica di Piedimonte San Germano, la più importante della Ciociaria e del Lazio, che dà lavoro a diecimila persone compreso l’indotto. «Siamo preoccupati e temiamo un ulteriore aumento della cassa integrazione. Senza la produzione di nuovi modelli non si supererà questa fase delicata allo stabilimento di Cassino. Serve un piano industriale che indichi investimenti e tempi certi». Lo afferma il segretario provinciale della Fiom di Frosinone, Arcangelo Compagnone.

m.amelia

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