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Fiat Pomigliano, Fiom convoca i lavoratori per la battaglia d’autunno

Fiat Pomigliano, Fiom convoca i lavoratori per la battaglia d’autunno

C’è preoccupazione tra gli operai Fiat (sarebbe meglio dire Fabbrica Italia) di Pomigliano D’Arco dopo le ultime dichiarazioni dell’amministratore delegato Sergio Marchionne che ha chiarito che è «impossibile fare riferimento ad un progetto nato due anni e mezzo fa». Per questo motivo, tutti i dipendenti dello stabilimento di Pomigliano D’Arco sono stati chiamati a raccolta martedì 18 settembre per un’assemblea che dovrà decidere le iniziative da intraprendere. A renderlo noto è Francesco Percuoco, Rsu Fiom dello stabilimento di Pomigliano. Al momento i sindacati stanno valutando quali risposte mettere in campo anche se la Fiom non nasconde la sua preoccupazione «rispetto alle forze politiche ed istituzionali che hanno salutato con piena soddisfazione il piano di Marchionne che oggi non c’è più – spiega Percuoco -. Le ultime dichiarazioni dell’amministratore non ci colgono di sorpresa perché noi sapevamo, e lo abbiamo ripetuto in continuazione, che il piano di Marchionne per Pomigliano non è mai decollato. Ci dispiace che chi allora è caduto nella trappola, adesso comincia a rendersi conto. Sarebbe meglio – conclude il rappresentante sindacale – che ci si attrezzasse per far intervenire il Governo e organizzare un incontro con i vertici aziendali per capire».
Il nuovo piano sarà reso noto a fine ottobre, ma Fabbrica Italia è ormai superato perchè da quando nel 2010 fu annunciato le cose sono cambiate. La Fiat ha ribadito l’altro giorno la sua posizione già espressa un anno fa e ha garantito che farà «scelte responsabili senza dimenticare l’importanza dell’Italia e dell’Europa». La nota arriva un po’ a sorpresa, motivata con la volontà di rispondere ai timori sul futuro degli investimenti e degli stabilimenti italiani espressi da alcuni esponenti del mondo politico e sindacale. Per i sindacati, però, è un nuovo campanello d’allarme: il leader della Fiom, Maurizio Landini e il responsabile Auto della Fim, Ferdinando Uliano hanno chiesto l’intervento del governo. L’azienda ha anche ricordato che il 27 ottobre 2011 aveva annunciato che non avrebbe più utilizzato la dizione Fabbrica Italia perchè «molti l’avevano interpretata come un impegno assoluto dell’azienda mentre invece si trattava di una iniziativa del tutto autonoma che non prevedeva tra l’altro alcun incentivo pubblico». «Da quando Fabbrica Italia è stata annunciata nell’aprile 2010 – ha spiegato la nota in questione – le cose sono profondamente cambiate. Il mercato dell’auto in Europa è entrato in una grave crisi e quello italiano è crollato ai livelli degli anni settanta. E’ quindi impossibile fare riferimento ad un progetto nato due anni e mezzo fa». E poi la Fiat è con Chrysler una multinazionale e «quindi, come ogni azienda in ogni parte del mondo ha il diritto e il dovere di compiere scelte industriali in modo razionale e in piena autonomia, pensando in primo luogo a crescere e a diventare più competitiva. La Fiat ha scelto di gestire questa libertà in modo responsabile e continuerà a farlo per non compromettere il proprio futuro, senza dimenticare l’importanza dell’Italia e dell’Europa».

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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