Film di un anno targato FB

Film di un anno targato FB

Giuseppe Foscari *

Il professor Giuseppe Foscari
Il professor Giuseppe Foscari

«È stato un anno meraviglioso, grazie per aver contribuito a renderlo tale». Con questa frase standard, ripetuta per tutti coloro che hanno aderito all’iniziativa, Facebook ha programmato la costruzione di un veloce album dell’utente del 2014, da condividere sul proprio profilo con gli ‘amici’. Un remake della propria vita nel quale rivedersi, identificarsi.

Un’iniziativa singolare, non c’è dubbio, che sta riscuotendo successo, non solo tra i giovani, a giudicare da quanti hanno accettato la proposta con un semplice click. Un modo per ricordare attimi e istantanee dell’anno che si sta chiudendo e per regalare alla cerchia dei propri amici qualche frammento di emozioni, di ricordi, di gioie da mettere in comune. Naturalmente, il software concepito per questo progetto raccoglie come un impersonale database le informazioni e le foto, per cui il risultato non è sempre garantito, nel senso che potrebbero essere tirate fuori dall’archivio personale foto con persone che non vorresti rivedere o magari può venir fuori un ‘film’ che poco ci rappresenta. Ma poco importa.

È solo l’ennesima trovata per fidelizzare ancor più l’enorme popolo di questo social network arrivato oramai a oltre 1,23 miliardi di utenti, di cui 24 milioni in Italia (dati del 2013), e con un fatturato di 2,91 miliardi di dollari (dato, questo, relativo al secondo trimestre del 2014).

In dieci anni, lo possiamo dire?, FB, come lo chiamano oramai tutti, ha cambiato la società. Ha creato una enorme rete di persone, che si estende a macchia d’olio sulla base dell’idea che l’amico/a del tuo amico/a è un amico/a che puoi e devi conoscere, ha incoraggiato le relazioni virtuali e probabilmente scoraggiato quelle sociali dirette, anche se non tutti sono concordi nel sostenere ciò, ha cambiato il linguaggio, rendendolo spedito, stringato, funzionante ma anche striminzito (anche prima del colpo di grazia assestato da whatsapp). Ha creato e dissolto rapporti umani, relazioni di coppia, e soprattutto ha messo in una mastodontica piazza pubblica la vita privata. Ha indotto molti a nascondersi in un profilo sociale diverso da quello reale, ha sviluppato amicizie professionali e non, ha creato gruppi che s’incontrano, promosso aziende, viaggi, acquisti, vendite ecc…

E che dire dell’informazione? Oramai le notizie del mondo degne di essere viste girano lì prima che altrove, come la musica, le poesie, le promo cinematografiche, le vecchie pellicole e i film fuori distribuzione, le controinformazioni e le attività dei movimenti sociali e politici, le gag esilaranti e i cartoni animati con tanto di dedica, ecc…

Una piazza in cui è gradualmente arrivata anche la cultura, dopo un’iniziale stagione di distacco e di scetticismo, promuovendo mostre, saggi, blog per analisi specialistiche, per sollecitare dibattiti.

Non è tutto oro quel che luccica, ovviamente: la grammatica va a farsi benedire, complice il linguaggio veloce, le idiozie abbondano, i video inutili anche, quelli inguardabili e le frasi scopiazzate, rubate, sono tante, troppe. E il campionario del vacuo e del vano è abbondante.

Non è sempre un inno all’originalità, ma se si scava bene, si trovano frammenti di creatività genuina e talenti da ammirare. Proprio come la nostra impagabile vita.

* professore di Storia dell’Europa presso il Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione dell’Università di Salerno.

 

 

redazioneIconfronti

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