Finale di partita

Finale di partita
di Pasquale De Cristofaro
Renzi con il governatore Caldoro
Renzi con il governatore Caldoro

L’aria che si respira è da “finale di partita”, si fa per dire (dopo il voto tutto tornerà come prima, c’è da giurarlo). Renzi contro tutti, opposizioni, sindacati, insegnanti, studenti e finanche con la stessa minoranza dem che si è decisa, finalmente, a uscire allo scoperto e non solo  limitarsi ad “abbaiare alla luna”. Tutto questo mentre è appena passata una legge elettorale che scontenta tutti a parole ma che in fondo in fondo a molti di coloro che sbraitano sta più che bene. Intanto le notizie dei conti pubblici non sono certamente confortanti e i dati dell’economia reale confermano tutti gli indici negativi (disoccupazione e indigenza tra la popolazione in termini sempre più preoccupanti), di una ripresa che stenta ad arrivare.  Questo a livello centrale; in periferia l’accordo stretto tra De Luca e De Mita, sembra aver provocato un terremoto. I nemici di sempre alleati contro Caldoro. Il sindaco di Nusco, che pure ha governato col centro-destra in regione Campania, è stato lesto a fiutare l’aria e cambiare campo. Ma si sa che i democristiani di lungo corso, quelli per intenderci capaci di cambiare cavallo a seconda delle convenienze, sono ben preparati alla bisogna: “Parigi val bene una messa”, insomma. Essi, sono pronti a scommettere che il vincitore sarà il decaduto sindaco di Salerno con buona pace di una destra, sempre più incapace di trovare una ragione possibile per stare insieme e rivendicare quel po’ di risanamento, tutto “lacrime e sangue”, che pure in questi ultimi anni hanno cercato di mettere in campo dopo le giunte Bassolino. Per fortuna non ci sono solo Caldoro e De Luca; meriterebbero una più approfondita analisi le candidature dei “ 5 Stelle” e della “Sinistra al Lavoro” che con Vozza cerca di raggruppare tutti gli schieramenti e i movimenti che si oppongono al becero populismo e all’idea “dell’uomo solo al comando”. “Il finale di partita”, si fa per dire, è dunque più che percepibile anche sui territori. Per un posto al sole si sono viste, nei giorni appena trascorsi, le cose più incredibili. Passaggi di casacca, dimissioni taroccate ai limiti della decenza di tanti sindaci che pur di ottenere un posto in lista hanno simulato infrazioni contro le amministrazioni da loro stessi guidate, candidature annunciate e ritirate, insomma un vero e proprio baraccone da fiera con toni farseschi e tragici insieme. Ora, però, ci siamo, fra qualche settimana si vota. Credo, ragionevolmente, che moltissimi, nauseati, sceglieranno di restarsene a casa o al mare, viste le temperature di questi giorni. Considero questo, seppure legittimo, sbagliato. Finché potrò, eserciterò il mio diritto di votare sempre. È un diritto costituzionale, è il respiro della democrazia, è la volontà di rendere attiva e partecipativa la mia presenza sulla scena del mondo. E, infine, è l’unico modo che abbiamo per far calare il sipario su una scena che proprio più non ci va.

 

redazioneIconfronti

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