Dom. Lug 21st, 2019

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Finanza in Regione Campania: si indaga sui conti dei consiglieri

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Il denaro destinato ai gruppi regionali presenti in Consiglio finito a singoli consiglieri

La Guardia di Finanza ha acquisito una serie di documenti presso la sede del Consiglio regionale della Campania al Centro Direzionale di Napoli. L’iniziativa è stata disposta nell’ambito di una inchiesta della Procura di Napoli che ha aperto un fascicolo per l’ipotesi di peculato.
Da quanto si è appreso la Finanza ha acquisito, in particolare, documenti del bilancio regionale in cui si fa riferimento alla ripartizione di fondi per i vari gruppi nonché la relazione della presidenza del Consiglio sulle modalità di rendicontazione. L’inchiesta è condotta dal pm Giancarlo Novelli ed è coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Greco. L’indagine, a quanto si sa, è in una fase iniziale ed è volta ad accertare eventuali irregolarità nella gestione dei fondi destinati ai gruppi.
Tutto sarebbe scaturito da intercettazioni telefoniche disposte nell’ambito di un’altra inchiesta su reati di pubblica amministrazione in cui è coinvolto un consigliere. Gli inquirenti intendono esaminare le spese dei consiglieri che rientrano in tre voci di bilancio: indennità per le attività politiche, comunicazione e funzionamento dei gruppi. Da un primo esame del materiale acquisito emergerebbe che l’ammontare complessivo delle spese si aggirerebbe intorno ai sei milioni di euro all’anno.
In particolare, si cerca di accertare le spese dei consiglieri che rientrano in tre voci di bilancio: indennità per le attività politiche, comunicazione e funzionamento dei gruppi. Dai primi accertamenti compiuti dal nucleo regionale di polizia tributaria emergerebbe anche che denaro destinato ai gruppi regionali presenti in Consiglio in Campania era finito attraverso bonifici nella disponibilità di singoli consiglieri. Sono in corso accertamenti per verificare se e in che modo il denaro sia stato successivamente speso.
Ulteriori particolari emersi dalla perquisizione di questa mattina hanno permesso di capire che l’indagine della procura di Napoli sul consiglio regionale della Campania, simile a quella che sta riguardando la Regione Lazio, è nata casualmente, da un’intercettazione telefonica riguardante un’altra inchiesta, oltre un mese fa. Gli atti, acquisiti stamattina dalle Fiamme Gialle, sono stati prelevati presso la presidenza del consiglio regionale. L’inchiesta è nata da un procedimento che riguarda un’altra vicenda, del tutto indipendente, da quella sui contributi ai partiti presenti in consiglio regionale. L’indagine, da cui è nata questa inchiesta, è riservata, mai pubblicizzata e tuttora in corso. Nell’ambito di questa indagine, a un certo punto, si sono evidenziati alcuni episodi riferiti ai contribuiti della Regione Campania ai gruppi consiliari. A quel punto la procura ha deciso di accertare le modalità di attribuzione di questi contributi.
Intanto sono state escluse connessioni tra l’attività d’indagine che è in corso presso gli uffici del Consiglio regionale del Lazio e l’acquisizione di atti e documenti che è avvenuta questa mattina presso il palazzo del Consiglio regionale del Centro Direzionale di Napoli.
Si dice “fiducioso e tranquillo” il presidente del Consiglio regionale della Campania Paolo Romano commentando l’acquisizione di documenti da parte della Guardia di finanza nella sede del Consiglio regionale. Alle fiamme gialle, spiega Romano, è stata fornita la documentazione relativa al periodo che va dal 2008 all’anno in corso. Da parte della presidenza del Consiglio regionale, assicura Romano, «c’è la massima disponibilità e collaborazione con la magistratura». «Parliamo di cifre basse, per i sette gruppi consiliari presenti in Aula c’è uno stanziamento di 1.055.000 euro. Inoltre – sottolinea – è da quando si è insediata l’attuale Consiglio che abbiamo avviato un’azione di contrasto ai costi della politica e continueremo su questa strada. Di questo sono molto soddisfatto», conclude Romano.

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