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Finché la barca [non] va…

Finché la barca [non] va…
di Roberto Lombardi

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L’Italia è dunque divisa in quattro fette, come una torta, ma di quelle lasciate troppo in forno e che si sono bruciacchiate (sotto, ovviamente): gli astenuti, gli arrabbiati-delusi del Movimento 5 Stelle, gli speranzosi pidiessini, i disperati dipiellini. Gli astenuti sono i soli beati; i disperati sono contenti, come per gli gnocchi fatti da… papà; gli speranzosi sono verdi, ma per cause assai poco metaforiche. Gli astenuti, si sa, non spingono da nessuna parte; il Movimento 5 Stelle non vuole tirare la carretta per nessuno; i soli che sgomitano per spingere sono PD e PDL (bastano tre lettere per nominarli entrambi). In fisica c’è una regola, si chiama “del parallelogramma” e permette di avere una rappresentazione grafica della somma di due vettori (un vettore è un segmento orientato, immaginate una macchina che procede su una strada). Beh, a voler guardare a questa regola, la situazione che stiamo vivendo in Italia dovrebbe essere quella ottimale. Mi spiego. Come si fa a far procedere una chiatta lungo un fiume? Fra gli altri metodi, c’è questo: si mettono due persone sulle rive opposte del fiume, si affida a ognuno di loro il capo di una fune che è legata alla prora del barcone, e i due, semplicemente camminando ognuno per la sua strada, fanno procedere la chiatta dritta in mezzo al letto del fiume, con una spinta pari alla somma vettoriale delle due forze che tirano (le due persone sulle rive opposte). Se fosse uno solo a tirare, ben presto la barca sbatterebbe contro la riva, arenandosi sullo stesso lato di chi tira: la destra, la sinistra, la rive gauche o quella droite. La metafora mi pare chiara. Il barcone: il paese; le rive: le parti politiche, entrambe, oltre che legittimate ad esistere, addirittura condizione per l’esistenza, per il formarsi stesso del fiume. Un fiume non ha una riva, non deve averne tre, può averne solo due. Se le due fazioni, ognuna per la sua via, facesse la sua strada, la barca si muoverebbe per sola conseguenza dell’agire. E non serve, invece, gettare la fune all’avversario, magari perché s’impicchi, perché il nostro avversario ne possiede già una di fune, uguale alla nostra. E dunque? E dunque, alla sinistra, da molti lustri, si chiede a gran voce di “fare qualcosa di sinistra”, e alla destra… beh, la destra, paradossale a dirsi, ma in Italia la destra “manca”.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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