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Fine del mondo? No, rassegnati al tempo che verrà

Fine del mondo? No, rassegnati al tempo che verrà
di Barbara Ruggiero

Un giorno all’insegna dei Maya e della loro presunta profezia. Un po’ per riderci su, un po’ per esorcizzare la paura della parola “fine” e un po’ perché in fondo ognuno di noi trova sempre l’occasione giusta per far festa, per spezzare la routine e per prendersi e prendere allegramente un po’ in giro.
Ma i Maya hanno fatto notizia a tal punto che perfino Monti, nel salutare i dipendenti a Palazzo Chigi in occasione della consueta messa di Natale, scherzando avrebbe fatto riferimento alla profezia, con un ritrovato humor che gli italiani gli riconoscono da quando confessò di avere un nipotino chiamato “spread” all’asilo.
«Un anno fa questo governo era al varo, oggi invece – avrebbe dichiarato candidamente il premier – dovremo terminare il nostro ruolo, ma non per colpa della profezia dei Maya».
E la febbre da “fine del mondo” ha contagiato un po’ tutti: a partire dal presidente del consiglio. C’è chi ha preferito tenere i figli a casa per la giornata di oggi, chi è sceso a fare quattro passi stando ben attento all’orario in modo da programmare il rientro a casa per la fatidica ora. E c’è anche chi, come riportano quotate agenzie di informazione italiane, nella metropolitana di Roma, nel momento in cui due linee sono rimaste bloccate per atti vandalici, ha temuto il peggio. “Vuoi vedere che si è avverata la profezia dei Maya sulla fine del mondo?” – hanno pensato anche ad alta voce tra il panico e l’ironia gli sfortunati passeggeri, rimasti chiusi nei vagoni fermi senza mai uscire dalle stazioni.
A Torino, invece, 50mila persone hanno scelto un modo insolito per attendere le 12.21 del 21/12: una catena umana in segno di solidarietà e di amore per la terra e l’umanità. Parecchie le adesioni: numerosi artisti e perfino un messaggio di Adriano Celentano, oltre alla partecipazione di numerosi artisti, scuole, poliziotti, esponenti no-tav e sindacalisti.
Anche Google, il popolare motore di ricerca, ha deciso di celebrare a modo suo la fatidica data. Dalla mattinata di oggi nella homepage del sito campeggia un doodle appositamente dedicato ai Maya. Un doodle statico che celebra la temuta profezia con delle antiche scritture che raffigurano la scritta “Google”.
Ma non è solo l’Italia ad aver ceduto per ironia o per scaramanzia alla leggenda della profezia dei Maya.
In Michigan, oltre trenta scuole hanno deciso di anticipare le vacanze di Natale di due giorni.
Il soprintendente Matt Wandrie scrive sul sito web del provveditorato: «i rumori, le voci, per quanto chiaramente falsi avevano già creato agitazione e distrazione tra gli studenti e, dati anche i recenti eventi, abbiamo pensato che quella di chiudere fosse la decisione migliore nelle circostanze attuali». Ovvio il riferimento alla strage del Connecticut, che in molti hanno spacciato come una prima avvisaglia della fine del mondo.
Nello Yucatan, in Messico, invece, proprio dove si trovano i principali resti di questa civiltà, migliaia di persone hanno celebrato l’avvento della nuova era Maya con una veglia davanti al complesso archeologico di Chicen Itza che però è rimasto chiuso.
L’avvento della nuova era, che alcuni hanno interpretato come la fine del mondo, coincide con la conclusione di un ciclo di 5.200 anni secondo il calendario dei Maya.


b.ruggiero@iconfronti.it

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