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Fiorello La Guardia? Più affascinante di Rodolfo Valentino

Fiorello La Guardia? Più affascinante di Rodolfo Valentino
di Vincenzo Pascale (da NY City)

Luca Martera, tarantino, giramondo, lavora da oltre dieci anni come documentarista, autore e regista tv per Rai-Mediaset-La7, collaborando con molti big della tv italiana, tra cui Giovanni Minoli (La storia siamo Noi), Antonio Ricci (Striscia la notizia), Enrico Mentana (Matrix) e Piero Chiambretti (Chiambretti Night). Dal luglio 2011 a marzo 2012 si trasferisce a New York, dove realizza due documentari per il programma “La Storia siamo noi” dedicati il primo alla vita di Fiorello La Guardia e il secondo alla poco conosciuta emigrazione italiana negli Stati Uniti, da Colombo all’Unità d’Italia. Nello stesso periodo, ricostruisce il periodo americano di Mike Bongiorno attraverso i documenti desecretati degli archivi governativi americani per un documentario di futura realizzazione. Al momento sta preparando una serie di speciali, in vista dell’Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti in programma nel 2013, legati alla storia comune italiana e americana.
Come è nata l’idea di un documentario su Fiorello La Guardia?
Assieme al divo del cinema muto Rodolfo Valentino, Fiorello La Guardia fu l’italo-americano più famoso degli Stati Uniti nella prima metà del Novecento. Su Valentino, prototipo del latin lover, si è visto e scritto di tutto, ma su Fiorello è sceso l’oblio, almeno in Italia. Da qui è nata l’idea di dedicargli un documentario che lo faccia scoprire soprattutto a chi pensa che Fiorello sia solo il nome di uno showman siciliano. Anche se deve essere sembrato curioso a Mike Bongiorno, battezzato a New York nel 1924 proprio da Fiorello La Guardia, ritrovarsi come compagno di lavoro nei suoi ultimi anni proprio un’artista che porta il nome di La Guardia.


Chi era Fiorello La Guardia?
Un italiano eccezionale, straordinario e atipico, sia fisicamente che moralmente. Non a caso il titolo che ho scelto è “L’incorruttibile”. Una qualità che lo rende ancora a un secolo di distanza una mosca bianca, visto il devastante livello di corruzione che domina la politica. Di padre pugliese e madre ebrea triestina, la sua vita è una successione incredibile di eventi storici: nasce a New York nel 1882, cresce nel West ancora segregazionista, ancora adolescente racconta la guerra ispano-americana per il quotidiano di Joseph Pulitzer, da addetto consolare in terra d’Istria si occupa degli emigranti arrivando a parlare sette lingue, partecipa alla Prima Guerra Mondiale come aviatore spericolato, torna nella Grande Mela negli anni ’20 e diventa il primo deputato italo-americano del Congresso. Nel ’34 viene eletto sindaco di New York City, carica che manterrà per altri due mandati sino al ’45, rimanendo per sempre nella memoria dei newyorchesi e degli americani per i suoi interventi nel welfare negli anni cupi della Grande Depressione. Quando morì nel 1947 aveva solo 8 mila dollari. Fu anche il primo politico al quale Broadway dedicò addirittura un musical, interpretato con perfetta aderenza da Tom Bosley, il famoso papà di Richie Cunningham di “Happy Days”.


Che impressione ha ricevuto dalla comunità italiana di NY su Fiorello La Guardia? Perché la Guardia é ancora molto popolare negli Stati Uniti?

Di grande partecipazione. Il ricordo, soprattutto per via della sua identità multiculturale, è ancora vivo a New York. dal Primo Levi Center al John Calandra Institute, dall’Italian American Museum alla Columbus Citizen Foundation, sino al mercato ortofrutticolo di Arthur Avenue, da lui fatto edificare nel Bronx nel 1940. Quanto agli americani, il suo nome oggi forse è più noto per l’aeroporto omonimo e trovo scandaloso che Hollywood non gli abbia mai dedicato un film, forse perché pensano che un italiano onesto che lottò contro la mafia non fa cassetta.
Quali altri personaggi italoamericani la affascinano per la loro storia personale?
Ralph Minichiello, un ex marine italo-americano, famoso per essere stato il primo “dirottatore” nella storia moderna. Nel 1969 decise di disertare per un’ingiustizia subita dal suo comando e, armato di mitra Plainfield, dirottò un Boeing 707 della TWA da Los Angeles a Roma, diventando il primo “hijacker” (dirottatore) della storia. Di lui si dice persino che ispirò Sylvester Stallone per creare il personaggio di Rambo. Sicuramente è una grande storia da raccontare. Ralph vive oggi in Italia con la sua famiglia nel napoletano, non lontano dalla località dove è nato.

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