Fnsi: crisi epocale della stampa, altri mille giornalisti presto a casa

di Barbara Ruggiero

edicola_giornaliLa crisi dell’editoria è arrivata a un punto di estremo allarme. Lo sostiene la Federazione Nazionale della Stampa (Fnsi) che scrive alla Federazione Italiana Editori Giornali (Fieg) un accorato appello per meditare azioni congiunte contro la crisi che sta mettendo seriamente in difficoltà anche i gruppi di primo livello dell’editoria nazionale e locale.
Lo stato delle cose – dice la Fnsi – costringe a parlare «di un vero e proprio fronte di preoccupazione estrema sul quale occorre compiere atti di corresponsabilità importanti a tutti i livelli, a partire dalla politica che sembra invece, in questa fase elettorale, avere cancellato dall’agenda qualsiasi progetto di intervento a sostegno di un settore precipitato, come tutto il Paese, in una crisi senza precedenti».
La nota della Fnsi giunge dopo il Consiglio nazionale che si è svolto ieri a Roma.
«La crisi, oramai ufficializzata, di gruppi di primo livello nel panorama dell’editoria nazionale come Rcs Mediagroup e Mondadori e di quotidiani come La Stampa e Il Corriere dello Sport, con la chiusura di decine di testate storiche e l’espulsione dalle redazioni di quasi un migliaio di giornalisti, rende evidente per tutti – scrive la Fnsi – che un settore rilevante dell’industria italiana, cui sono legati beni pubblici come la libertà di informare ed essere informati e il diritto dell’informazione, è arrivato a un punto di allarme acuto».
Il Consiglio nazionale della Fnsi lancia in sostanza un appello alla Fieg per trovare azioni comuni per contrastare la crisi, «per un nuovo equilibrio del sistema – scrive il Consiglio Nazionale – nel rispetto delle autonomie specifiche delle parti sociali e della dignità dei lavoratori».
Per la Fnsi, alla base della forte crisi del settore ci sarebbe anche una scarsa lungimiranza da parte degli editori, ritardi nella definizione di strategie capaci di rispondere alle trasformazioni tecnologiche e investimenti sbagliati.
«Il momento – scrive la Federazione – richiede interventi indispensabili e urgenti come la riforma delle leggi dell’editoria e l’istituzione di un fondo pubblico valido almeno un triennio per l’innovazione e per la trasformazione industriale, la definizione di un welfare attivo del lavoro che consenta di gestire nella maniera meno traumatica possibile le uscite anticipate per la crisi, coniugandole con l’ingresso di professionalità giovani da formare con l’aiuto dell’esperienza di chi è a fine carriera».
«Nessun governo – scrive la Federazione in un documento – può immaginare che il rilancio dell’editoria possa avvenire solo per impulso delle parti. Il Consiglio Nazionale ribadisce anche la richiesta alla Fieg di aprire immediatamente un tavolo di confronto per affrontare con il massimo rigore l’esame della crisi nel suo complesso, prima di affrontare le singole richieste di attivazione di ammortizzatori sociali che arrivano dagli editori e che, al momento, non hanno un’adeguata copertura per garantire a tutti la giusta protezione sociale necessaria» – conclude la Fnsi.

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