Fondazione Ravello, più difficile la rielezione di Brunetta

Fondazione Ravello, più difficile la rielezione di Brunetta

di Emiliano Amato

WCENTER 0WJFCBOKGH  -  ( Agenzia Infophoto - Infophoto_1130.jpg )ROMA ROMA 21 05 2009 ASSEMBLEA ANNUALE CONFINDUSTRIA NELLA FOTO REN
Il Presidente della Fondazione Ravello

Sono trascorse quasi tre settimane dall’inizio del nuovo anno e il primo Consiglio generale d’indirizzo della Fondazione Ravello chiamato all’elezione di Presidente e nuovo Consiglio d’amministrazione non si è ancora riunito. Nei primi giorni successivi l’Epifania l’ufficio di segreteria ha diramato le convocazioni ai nuovi consiglieri, così da poter fissare la prima assise del nuovo ciclo. Immaginati alcuni fine settimana, che i neodesignati (Caterina Miraglia, Giuseppe De MitaMimmo Paladino eCarlo Alemi per la Regione Campania; Giuseppe Canfora e Antonio Bottiglieri per la Provincia di Salerno; Paolo Vuilleumier, Gianpaolo Schiavo e Lelio Della Pietra per il Comune di Ravello e Genoveffa Tortora per l’Ente Provinciale per il Turismo di Salerno) avrebbero dovuto indicare in relazione alle proprie disponibilità.
Ma pare che ad ora alcuna risposta sia pervenuta.
Una situazione a dir poco imbarazzante, se si considera l’esempio virtuoso, nell’organizzazione e nella gestione, che la Fondazione Ravello ha sempre ostentato sin dalla sua nascita.
Nessuno avrebbe immaginato che cinquanta giorni dopo il termine perentorio stabilito per la designazione dei rappresentanti i cinque enti soci (termine non rispettato se si considera che ancora non si conosce il nominativo del rappresentante la Sovrintendenza) non si sarebbe riusciti a convocare la prima adunanza.
Quattro anni fa le cose andarono in maniera opposta, con i nomi dei nuovi consiglieri che vennero ufficializzati già a novembre in attesa della fine dell’anno solare per quel freddo commiato di Domenico De Masi.
Il presente si chiama Renato Brunetta che, dopo i circa 8 milioni di euro pubblici reperiti via Regione, cerca la legittima riconferma al vertice. Ma col passare dei giorni per l’ex ministro le garanzie di ottenere la maggioranza dei voti appaiono sempre più vacue, altrimenti non si spiegherebbe questo disinteresse da parte dei neoconsiglieri.
In realtà il primo a focalizzare l’attenzione altrove è proprio Brunetta, protagonista delle vicende politiche nazionali, in queste ore al centro di polemiche con Berlusconi. E non è da escludere che bisognerà prima attendere la nomina del nuovo Presidente della Repubblica per poi pensare al resto.
Ma il tempo stringe: secondo il Codice Civile per la scadenza di un consiglio di amministrazione delle società, come quelle a partecipazione pubblica, laddove alla nomina dei componenti di tali organi concorrono lo Stato o enti pubblici, prevede che gli organi amministrativi non ricostituiti alla scadenza del termine sono prorogati per non più di 45 giorni, decorrenti dal giorno della scadenza del termine medesimo. Successivamente alla decorrenza del termine di prorogatio gli atti posti in essere dagli organi scaduti sono nulli, ponendo quale norma di chiusura l’imputazione delle responsabilità agli organi che avrebbero dovuto procedere tempestivamente alla nomina.
Dunque una situazione non facile da gestire per il super segretario generale e direttore di Villa Rufolo Secondo Amalfitano chiamato, ancora una volta, a sbrogliare una matassa mai così ingarbugliata.

(da www.ilvescovado.it)

redazioneIconfronti

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